conferenza online

Il reato di "revenge porn", la violenza digitale

Annalisa Vella

13 Aprile 2021 - 11:34

Il reato di "revenge porn", la violenza digitale

Questa sera la conferenza organizzata dall'associazione culturale Urbanamente

Il ciclo di conferenze "AutHomo" - organizzato dall'associazione culturale Urbanamente di Magenta - ha mostrato quanto sia pervasiva la presenza della tecnologia nella nostra quotidianità e quale altissimo grado di complessità porta la rivoluzione digitale in atto. Una complessità che si declina anche nell’ambito del diritto, elemento onnipresente nella realtà della società umana.
L’incontro di questa sera (martedì 13 aprile alle ore 20.30) con Francesca Pesce ed Elisabetta Stringhi si sviluppa proprio sul terreno giuridico con l'obiettivo di problematizzare e discutere due temi, attuali e delicati, che legano la tecnologia al discorso di genere: la pari considerazione e la tutela della donna, problematiche condivise dall'intero corpo sociale.

Il rapporto tra uomo e la tecnologia è sempre più stretto e questo vale sia per gli adulti che per gli adolescenti nati nel pieno dell’era digitale. Questa relazione porta con sé dei rischi e i frequenti casi di cronaca ne sono la testimonianza. Il revenge porn, ad esempio, è un reato in forte ascesa sia per adulti che per giovanissimi: si registrano 2 episodi al giorno, 1083 indagini in corso, 6 milioni di utenti solo su Telegram, le vittime sono spesso giovani dagli 11 ai 19 anni, 2 giovani su 3 sono ragazzine, per l’adolescente maschio la condivisione impropria delle immagini sembra rientrare nella normalità. Il problema è sicuramente culturale: non c’è percezione della gravità delle azione descritte. (agendadigitale.eu)

Le parole inglesi revenge porn (vendetta porno) si riferiscono alla diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti. Dal 9 agosto 2019 il comportamento costituisce reato anche in Italia. Viene introdotto per contrastare la “moda” di diffondere foto video hard, realizzate con il consenso dell’interessato, che vengono però diffuse senza nessuna autorizzazione, andando a ledere la privacy, la reputazione e la dignità della vittima.

L’incontro che UrbanaMente propone tratta temi sensibili di estrema attualità. Sia la disparità di genere in ambito digitale che il caso specifico di revenge porn sono problematiche complesse rispetto a cui la comunità ha il dovere di vigilare, acquisire consapevolezza per comprenderle e fronteggiarle.
La conoscenza è senza dubbio l’arma migliore.

Segui la diretta Streaming su Youtube UrbanaMente

Segui la diretta Zoom: ID riunione: 841 8835 6462 Passcode: 995117
https://us02web.zoom.us/j/84188356462?pwd=ZFNTekFUNGUzekZOSC96Nm9XTFZDUT09

Francesca Pesce, trainee lawyer, laurea in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano, specializzazione in Law, Culture and Sustainable Development, vincitrice del premio di tesi Valeria Solesin e research fellow presso PermessoNegato ASP, conduce la sua analisi alla scoperta della relazione tra disparità di genere e IA e ad individuare gli strumenti giuridici introdotti per sradicare il persistente bias che porta a una subdola e sostanziale situazione di disuguaglianza.
Sintomo della persistenza di una mentalità aberrata, la disparità ha influenza non solo sulle nostre vite ma anche sullo sviluppo di un paese, con un impatto negativo su reddito generale, educazione e salute.

Elisabetta Stringhi, trainee lawyer, laurea cum laude in Giurisprudenza-Informatica giuridica all’Università degli Studi di Milano, research student presso l’Institute of Information Law di Amsterdam e tra i migliori relatori under 30 del Legal Tech Forum 2020, analizza il reato di “revenge porn” (condivisione pubblica di immagini o video intimi tramite Internet, senza il consenso dei protagonisti degli stessi) che periodicamente alimenta la cronaca giornalistica e ne illustra i profili sociologici, informatici e legali mettendo in luce la gravità e l’ampiezza del fenomeno.
Il quadro che ne deriva suggerisce l’adozione di serie misure per le piattaforme online in un atto normativo vincolante, al fine di potenziare le regole in materia di accessibilità, trasparenza e responsabilizzazione, le procedure di rimozione e la cooperazione effettiva con le autorità giudiziarie nazionali.

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