in musica

L'omaggio di Marco Clerici a Vito Pallavicini

Annalisa Vella

08 Luglio 2021 - 17:12

Vigevano prosegue nel ricordo di un suo figlio prediletto a volte, come tutti i geniacci, anche scomodo, un autore musicale che con la sua prolifica produzione di testi ha consentito alla città di essere conosciuta in tutto il mondo. Vito Pallavicini ha lavorato con i più grandi artisti degli anni ’60 ’70 ’80 regalando perle letterarie destinate solo a palati sopraffini. Testi a volte ironici, a volte intensi, a volte anche superficiali ma sempre disegnati addosso agli artisti che dovevano interpretarli. La sua “vigevanesità” iniziò dal nostro giornale, L’Informatore Vigevanese, con il quale raccontava di sport, amante dei Giovani del Vigevano Calcio ed inventando vignette che, pubblicate in prima pagina dall’editore Carlo Natale, consentiva di aumentare la già importante tiratura.

Per caso si avvicina alla musica quando il suo amico, altro vigevanese, Pino Massara gli dice che una famosa casa discografica sta cercando un paroliere, parola che a lui non piaceva in quanto dispregiativa per il suo modo di pensare; morale della favola scrive per Nicola Ariliano facendosi conoscere al grande pubblico. Scriverà per Adriano Celentano, Tony Dallara, Al Bano e Romina Power, Pino Donaggio (un brano ripreso anche dall’icona Elvis Presley), Fausto Leali, Mina, Petula Clark, Patty Pravo, Toto Cutugno e molti altri. A proposito, inutile e superfluo indicare i titoli delle canzoni. Detiene ancora oggi un record come l’autore più presente di sempre al Festival di Sanremo.

Marco Clerici orgogliosamente vigevanese, nipote di quell’Alfredo che nel 1938 lanciò alla radio nazionale diretto dal maestro Cinico Angelini, il grande successo “Fiorin Fiorello” (ma questa è un’altra storia), ha voluto rendergli omaggio interpretando un brano dal titolo “Io che non vivo (senza te)” accompagnato da un video di Josè Lattari e la coreografia di Orietta Boari di Vigevano Emozione Danza che ha diretto i bravissimi Eleonora Zago e Samuele Formaggio. L’ambientazione suggestiva è quella del Mulino di Mora Bassa, perla Leonardiana nonché altro vanto per la nostra città.

Signore e Signori: Vito Pallavicini.

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