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Parole e visioni per ricordare

L’incessante rumore della memoria

Un fitto calendario di eventi, da oggi, per commemorare l’Olocausto e dire «mai più»

Annalisa Vella

Email:

annalisa@ievve.com

27 Gennaio 2022 - 13:10

L’incessante rumore della memoria

La razzia del ghetto di Roma, il 16 ottobre 1943

Parole e visioni per ricordare: il “Rumore della memoria” (così si chiama il programma di appuntamenti) ogni anno non solo non si affievolisce, ma assorda sempre più obbligandoci a fare i conti col passato prossimo. Date a ingresso libero, organizzate dall’amministrazione comunale di Vigevano e da ReteCultura.

La locandina degli eventi organizzati in occasione della Giornata della memoria

I FILMATI
Giovedì 27 - ore 18 - pagina Facebook della Biblioteca Civica e di Rete Cultura Vigevano. “Novità su Auschwitz? Documenti a confronto”. Due brevi video curati dall’Associazione Nazionale Ex Deportati nei Campi Nazisti di Pavia che cercano di approfondire due aspetti del tutto particolari.


LE TESTIMONIANZE
Giovedì 27 - ore 21 - Auditorium San Dionigi. “16 ottobre 1943 - La razzia del ghetto di Roma” a cura dell’Associazione Culturale delle Genti Lucane. La professoressa Caterina Cotta Ramusino riperrrà, sulla scorta di documenti, memoriali e testimonianze storiche, le fasi che precedettero l’irruzione delle Ss nel ghetto di Roma. La professoressa Laura Pasquino spiegherà il significato rituale degli oggetti di culto che costituirono una cospicua parte del materiale indebitamente asportato dalle Ss. Verrà poi fatta una panoramica sul patrimonio artistico di proprietà della comunità ebraica di Roma.


L’APPROFONDIMENTO
Venerdì 28 - ore 18 - sala Franzoso della biblioteca Mastronardi. “Il cibo diventa sogno”, tratto da Rapporto su Auschwitz di Primo Levi e Leonardo De Benedetti, di e con Mariateresa Bocca. «Il cibo nei lager era una ossessione: si viveva nella speranza di poter raccogliere avanzi. Sognare il cibo era un modo di impossessarsi del tempo, di ricordare i momenti conviviali e recuperare l’identità distrutta. Un modo di riappropriarsi di una realtà negata e credere possibile un futuro dove ritrovare umanità e dignità».


LA LETTURA
Sabato 29 - ore 17 - sala dell’Affresco del Castello. “Le donne di Ravensbrück”, reading teatrale di Salvatore Poleo. «A Ravensbrück arrivavano più di 130 mila donne di ogni età e condizione. Ne sono morte più di 90 mila. Il campo di Ravensbrück era anche la riserva di cavie da laboratorio per i folli “esperimenti” dell’assassino travestito da medico Josef Mengele. Poi testimonianze di internate con un fil rouge scritto per l’occasione, con la speranza che questi demoni non tornino più».


IL CONCERTO
Musiche e immagini per non dimenticare. “Il violino di Auschwitz” è il concerto che lo storico gruppo folk Barabàn ha allestito domenica 30 gennaio alle 17 presso l’auditorium San Dionigi, della Fondazione Piacenza e Vigevano. Canzoni e immagini dedicate alla Shoah, tenendo presente che perfino nei lager si suonava: il concerto si snoderà attraverso un’emozionante sequenza di brani come ”Wiegala”, “Asma Asmaton” (tratto dalla celebre Trilogia di Mauthausen scritta dal poeta e drammaturgo greco Iakovos Kambanellis e musicata da Mikis Theodorakis), brani del moderno repertorio basato sull’antica tradizione ebraica, musiche per i matrimoni e danze della tradizione yiddish, canzoni contro la guerra (da “La guerra di Piero” di De André ad “Auschwitz” di Guccini), e contro l’indifferenza e l’apatia (da “Dona Dona”, di Herbert Pagani a“Yellow triangle”, di Christy Moore).

Le musiche sono accompagnate da video con la testimonianza di ex deportati, spezzoni di film, immagini della discriminazione degli ebrei, dei lager nazisti. Ingresso libero.


LO SPETTACOLO
Sempre il 30 in Cavallerizza, ma alle 16,30, l’associazione culturale Il Grillo odv guidata da Elena Crosio propone “La luce della memoria”, il suo spettacolo teatrale, come sempre ricco di suggestioni ed emozione. La trama: «Di notte, in una baracca di un campo di sterminio, i giovani prigioniere odono lo stridio dei freni di un treno, l’abbaiare dei cani e gli ordini secchi dei nazisti. Un nuovo trasporto è arrivato e riflettono sulla loro condizione, sugli amici spariti, sulla crudeltà che li annienta. Solo perché sono ebrei». Biglietto d’ingresso a 5 euro, accesso con mascherina ffp2 e super green pass.

LA MOSTRA

L’allestimento è molto semplice: 44 tavole suddivise in due aree espositive. La mostra “Shoah - L’infanzia rubata” ripercorre idealmente la negazione dei diritti fondamentali dei bambini ebrei durante gli anni della persecuzione nazifascista mettendo in evidenza le dure condizioni e le terribili costrizioni alle quali erano sottoposti i bambini e i ragazzi di religione ebraica durante quegli anni; si contrappone a tale orrore la grande figura del pedagogo polacco Janusz Korczak, ispiratore dell’attuale Convenzione Internazionale dei Diritti dei Bambini, che lottò fino all’ultimo per alleviare le sofferenze dei bambini del suo orfanotrofio, situato nel ghetto di Varsavia. Si tiene nella sala dell’Affresco del Castello di Vigevano fino a domani, venerdì 28 gennaio, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19 a ingresso libero. Intanto, come specifica Daniele Semplici, assessore alle Politiche Giovanili a Vigevano, proseguono anche le visite delle scuole.

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