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Si torna in scena al teatro Moderno: il 26 inizia la nuova mini-stagione

Si parte sabato 26 con “Venere in pelliccia”. Il 31 marzo ecco “Torno subito... a spasso fra le nuvole”, protagonista l’alpinista Luca Colli Tibaldi

Annalisa Vella

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annalisa@ievve.com

17 Marzo 2022 - 14:20

Si torna in scena al teatro Moderno: il 26 inizia la nuova mini-stagione

L'alpinista vigevanese Luca Colli

Il teatro come strumento per raccontare la vita. Un “messaggio nella bottiglia” che deve essere captato da più persone possibili: il palco ha anche una funzione sociale, di aggregazione, oltre che quella (ovvia) di «produrre cultura». Con queste premesse, le medesime dal 2014, parte la mini-stagione di quattro date al teatro Moderno a Vigevano.

Finché il teatro Cagnoni resterà chiuso, lo spazio del Moderno in via San Pio V sarà di fatto l’unico in città. Si parte sabato 26 marzo alle 21 con “Venere in pelliccia”. La compagnia dei Baroni Rampanti con Manila Barbati e Martino Palmisano (attori dal curriculum di primissimo piano), diretti da Emanuela Bonetti rileggeranno in chiave contemporanea il celebre romanzo di Leopold von Sacher-Masoch del 1870. «Sensualità, freddo autocontrollo, cedimenti amorosi e sfide intellettuali. Un testo visionario, avanti coi tempi, che per la prima volta toccava i tempi di libertà, emancipazione femminile e dominio della donna sul maschio».

Manila Barbati e Martino Palmisano protagonisti di "Venere in pelliccia"

Il 31 marzo, su testo e regia di Corrado Gambi (anche direttore artistico del Moderno) e della compagnia de Le Tre Corde, e luci di Mario Ferraris Fusarini, ecco “Torno subito... a spasso fra le nuvole” con protagonista l’alpinista Luca Colli Tibaldi. “Seven summits”, le Sette vette: le montagne più alte di ogni continente. Luca Colli Tibaldi le ha scalate tutte: l’ultima in ordine di tempo è stata quella del monte Vinson, in Antardide. Così ha completato il programma chiamato Running7Summits, che nasce dall’idea di scalare le vette più alte al mondo in velocità dal campo base alla vetta, senza sosta, senza supporto esterno, senza sci, senza ossigeno. Un’impresa unica al mondo che Luca Colli metterà in scena nello spettacolo in programma giovedì 31 marzo. Organizza l’associazione Aldo Pollini, in collaborazione con Rotary club Vigevano Mortara e con il patrocinio del Comune di Vigevano.

“Questa serata si inserisce nel programma di divulgazione e racconto della montagna portato avanti dall’Associazione Aldo Pollini, che in questa iniziativa è affiancata dal Rotary Club Vigevano Mortara – spiega Raffaella Pollini presidente dell’Associazione. Far conoscere al più ampio pubblico possibile la relazione con la montagna, lo sport, l’obiettivo della vetta da raggiungere, la fatica e l’entusiasmo per la conquista è insito nella nostra missione e corrisponde alla grande passione di mio padre. Avere ospite Luca Colli, un vigevanese che racconta a Vigevano le sue imprese impareggiabili sulle vette più alte del mondo, è per noi motivo di grande orgoglio. Ma è anche occasione per offrire a Vigevano, e non solo, l’opportunità di scoprire il personaggio, che non è un semplice alpinista, e farsi accompagnare in un viaggio "nella Montagna” con i suoi valori e le sue bellezze”.


«Sabato 14 maggio - prosegue Corrado Gambi - tocca ancora ai Baroni Rampanti. “Follie d’ufficio”, commedia, è ambientata presso gli spazi di un’azienda multinazionale di telecomunicazioni». Sei responsabili di settore, completamente diversi l’uno dall’altro, con ambizioni
e divergenze, si comportano in modo assurdo. Espedienti esilaranti e situazioni paradossali.

«Il gran finale - conclude il direttore artistico - ha un titolo emblematico, “L’ultimo valzer”. Sabato
21 maggio alle ore 21 la compagnia teatrale Il Mosaico, in collaborazione con le Tre Corde e la regia del sottoscritto, andrà in scena un grande omaggio alla storia del teatro del Novecento, quel teatro che attraverso l’attività in laboratorio forma attori e pubblico. Un omaggio alla nostra attività di ricerca di senso, al di là della mera forma. La ricerca di un rapporto tra attori e pubblico che in modo così forte abbiamo sperimentato negli ultimi due anni, in cui dovevamo stare “lontani e
distinti”». Teatro come relazione, rapporto fisico, contatto, atto d’amore. Come faro culturale.

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