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La Chiocciola sogna in grande

Garlasco: l'obiettivo è incrementare gli attuali spazi e realizzare un’area residenziale.

Ilaria Dainesi

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ilaria.dainesi@ievve.com

24 Novembre 2021 - 16:46

La Chiocciola sogna in grande

I ragazzi de La Chiocciola impegnati durante le attività ricreative (foto di Jose Lattari)

«La Chiocciola è, statutariamente, una famiglia. Qui nessuno deve restare solo». In questa frase, pronunciata dalla presidente Annalisa Zanussi, si condensa tutta la filosofia dell’associazione senza fini di lucro, fondata il 7 settembre del 2015, una delle realtà più attive sul nostro territorio nell’ambito della disabilità. Dopo l’inaugurazione della nuova sede in via Realetta, avvenuta a luglio, la onlus ha ottenuto a settembre l’accreditamento regionale, e oggi opera con un centro diurno disabili, un modulo Sfad, il servizio formazione autonomia disabili, e un progetto residenziale sperimentale.

Garlasco, nuova sede per "La Chiocciola"

L'associazione è attiva dal 2015.

«È una realtà – sottolinea la vicesindaco Teresa Dallera – nata da un sogno, e rappresenta un fiore all’occhiello per la nostra città e per l’intero territorio». Il Comune è pronto a supportare l’associazione, che sta pianificando il prossimo traguardo. L’idea è realizzare un “Dopo di noi” che consenta alle persone disabili di continuare a vivere con i genitori, anche quando questi saranno nel frattempo divenuti anziani e bisognosi, a loro volta, di assistenza. Lo potranno fare all’interno di appartamenti inseriti in una rete di servizi.

Martedì mattina la visita della sede dell'associazione, in via Realetta a Garlasco. Da sinistra: l'assessore Francesco Santagostino, il consigliere comunale Riccardo Invernizzi, il volontario ed ex consigliere comunale Alessando Maffei, la vicesindaco Teresa Dallera, la presidente de La Chiocciola Annalisa Zanussi

«A gennaio dovremmo firmare il rogito per l’acquisto di un’area confinante – riferisce la presidente de La Chiocciola Annalisa  Zanussi – di circa 4800 metri quadri, dove è presente una vecchia porcilaia. Qui vorremmo realizzare una casa per il servizio residenziale, sette bilocali che ospitino genitori e figli (molte famiglie sono pronte a finanziarsi l’appartamento), una palestra, uno spazio per la fisioterapia, una lavanderia e altri servizi». Un progetto innovativo, che include anche degli spazi per il co-housing da destinare agli anziani. Attualmente sono 26 le persone con disabilità che frequentano il centro (sono 7 in lista d’attesa) e 3 stanno facendo una sperimentazione di vita residenziale in autonomia.

La peculiarità de La Chiocciola – che ha a disposizione due edifici, di cui uno di circa 230 metri quadri, con cucina, spogliatoio e spazi per le attività didattiche, oltre a due tensostrutture riscaldate per le attività esterne – è senza dubbio la sua location, priva di barriere architettoniche e immersa in un’area verde di 13mila metri quadri con alberi secolari, boschetto e fattoria didattica, dove si svolge pet therapy grazie alla presenza di cani, asini, pony e tartarughe.

Nella sede dell'associazione sono ospitati diversi animali: cani, asini, pony e tartarughe. Periodicamente vengono organizzate attività di pet therapy


«In origine – racconta Annalisa Zanussi – questo posto era usato per accumulare materiale edile. Stavamo cercando una sede per le nostre attività quando la famiglia Diana, che ha un’impresa di costruzione ed era proprietaria, per caso ci ha mostrato gli spazi. Subito ho detto: qui è perfetto. Per due anni siamo stati in comodato d’uso, poi abbiamo comprato facendo un mutuo. La città di Garlasco ci ha sempre supportati con eventi e raccolte fondi. Finora non abbiamo ottenuto finanziamenti statali, ad esclusione del cinque per mille, che per noi rappresenta una punta di orgoglio: a Garlasco siamo terzi per importi, ma siamo primi per numero di contribuenti». Il Covid ha impattato anche sul centro e sui suoi ospiti. Per comprenderlo, basterebbe raccontare la storia di un ragazzo disabile che ha perso entrambi i genitori per il coronavirus, e che ora è stato inserito in un percorso residenziale sperimentale.

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