il progetto

"Il luogo più pericoloso": la video-arte contro la violenza sulle donne

Oltre a Roma e Milano, il video sarà proiettato alla Mostra Internazionale di Audiovisivo Sperimentale di Vigevano a Palazzo Merula

Annalisa Vella

22 Novembre 2021 - 17:19

Il 25 novembre 2021, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, le artiste Silvia Levenson e Natalia Saurin presentano il terzo atto del progetto Il luogo più pericoloso, a cura di Antonella Mazza.
L’opera consiste in piatti da cucina di uso quotidiano, in ceramica, decorati con frasi estrapolate dai media per minimizzare episodi di cronaca legati alla violenza o usate dal violento per motivare il suo gesto, che testimoniano la guerra troppo spesso consumata all’interno delle mura domestiche.

Il terzo atto del progetto "Il luogo più pericoloso" è un video che verrà inserito, grazie al prezioso sostegno del Comune di Milano, nel palinsesto dei maxi impianti Urban Vision situati a Roma e a Milano, che il 25 novembre trasmetteranno una campagna di denuncia contro la violenza sulle donne, da un’idea di Gianluca De Marchi in collaborazione con il Gruppo 25 Novembre e l’associazione Crisi Come Opportunità.

“Consapevole del retroterra culturale che sta dietro a ogni parola e a tutti i luoghi comuni, sono convinto che un'iniziativa performativa come questa può efficacemente sollecitare l'attenzione critica di ciascuno nell'uso delle parole e contribuire a modificare il pensiero che ancora anacronisticamente le sostiene”, ha dichiarato Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune di Milano.

Il video si pone come la conclusione di un progetto in tre atti che prende spunto da un rapporto delle Nazione Unite del 2018, secondo cui il luogo più pericoloso per le donne è la propria casa. Si stima che delle 87.000 donne uccise nel mondo nel corso del 2018, circa 50.000 (il 58%) sono state assassinate da compagni o membri della famiglia. Oltre un terzo è stato ucciso dai partner, attuali o ex, e solo in Italia 137 sono state uccise da membri della famiglia.

È tempo di rompere i luoghi comuni, cambiare il paradigma culturale e la visione patricentrica

L’installazione è stata presentata per la prima volta nel 2019 a Firenze, a cura del Museo del 900 e Sergio Risaliti, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne. Il 25 novembre del 2020 i piatti avrebbero dovuto essere esposti nel cortile di Palazzo Reale a Milano nel Palinsesto I Talenti delle Donne ma, a causa della pandemia, la mostra è diventata un’azione in Piazza Duomo in cui le artiste Silvia Levenson e Natalia Saurin, madre e figlia, con la curatrice Antotella Mazza e altre donne sono state fotografate con i loro piatti da Marco Del Comune.


L’ulteriore evoluzione del lavoro nel 2021 è un video che documenta la rottura dei piatti con le parole più utilizzate per banalizzare o minimizzare la violenza sulle donne, che verrà proiettato in varie città italiane: Milano, Torino, Verona, Biella, Genova, Roma, Salerno, Potenza e tante altre.

Giovedì 25 novembre ci sarà un gran rumore di piatti rotti in tutta Italia!

I piatti rotti nel video sono stati realizzati durante un laboratorio collettivo condotto da Natalia Saurin e Silvia Levenson nei Chiostri di Santa Caterina a Finalborgo, luogo dove sono state realizzate anche le riprese del video.

Come scrive Nadia Somma, attivista presso il centro antiviolenza Demetra: “Svelare la violenza maschilista o patriarcale invece che parlare di raptus, di passione o gelosia può fare la differenza tra la morte o la vita delle donne, tra l’iniquità e la giustizia”.

Il video parteciperà al 5° CINE DESIGN Mostra Internazionale di Audiovisivo Sperimentale e Film di Animazione di Vigevano a Palazzo Merula.

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