Eventi

Tutti gli appuntamenti

Eventi

il meeting

Pandemia, sport e guerra: una serata con i giornalisti del mondo

Ieri sera a Gambolò l'incontro organizzato dai club Ambassador, Lions e Rotary

Annalisa Vella

Email:

annalisa@ievve.com

06 Aprile 2022 - 19:37

Ieri sera a Gambolò si è tenuta una serata, organizzata dai club Ambassador, Lions e Rotary, dedicata allo sport in epoca di pandemia e guerra. Ospiti giornalisti sportivi provenienti da tutto il mondo, introdotti dal vigevanese Gianni Merlo, presidente dell’Associazione Internazionale del Giornalismo Sportivo: Vincent Amalvy (Francia), direttore dei Grandi Eventi dell'Agenzia France-Presse (AFP); Jaap de Groot (Olanda), inviato quotodiano De Telegraaf e commentatore televisivo; Donna de Varona (Stati Uniti), anchor per molti anni delle reti televisive ABC ed NBC, vincitrice di due medaglie d'oro olimpiche e detentrice del record mondiale nel nuoto; Badreddine Drissi (Marocco), opinionista del mondo sportivo arabo, direttore del bisettimanale sportivo Almountakhab; Mark Gleeson (Sud Africa), fondatore rivista Kick Off e notissimo commentatore televisivo; Gary Kemper (Stati Uniti), fotografo di grandissima esperienza internazionale; Shinsuke Kobayashi (Giappone), direttore sport dell’Agenzia Kyodo News; Andreas Schirmer (Germania), inviato Deutsche Presse-Agentur (DPA); Steve Wilson (Stati Uniti), agenzia Associated Press European Sports Editor.

«Dopo due anni di pandemia, di restrizioni, quando si vedeva la luce alla fine del tunnel, Vladimir Putin ha lanciato quella che con cinismo ha definito “Operazione militare speciale” in Ucraina. Stiamo assistendo ad un vero genocidio. La scorsa estate avevamo partecipato all’Olimpiade di Tokyo, che simboleggiava un primo ritorno alla normalità. Quei Giochi si sono svolti seguendo ancora alcune rigorose restrizioni, ma c’era modo di respirare un’aria nuova di speranza, dopo tanti mesi bui ammorbati dal virus - è stato l'incipit della serata -. Poi lo scorso febbraio abbiamo vissuto l’Olimpiade di Pechino, molto chiusa, ma sportivamente dinamica, vivace. Eravamo tornati in Italia pieni di fiducia, anche se avevamo saputo dell’arrivo di Putin a Pechino alla vigilia della cerimonia di apertura dei Giochi, ma non l’avevamo poi visto allo stadio Olimpico con gli altri vip della politica e dello sport. Aveva incontrato il presidente cinese e poi si era dileguato. All’inizio abbiamo pensato che avesse preferito non assistere alla sfilata, perché gli atleti russi avrebbero seguito la bandiera olimpica, in quanto lo sport russo sta ancora pagando per la sua campagna di doping di Stato, che aveva portato molte medaglie all’Olimpiade Invernale di Sochi 2014. Invece Putin era tornato in fretta a Mosca per continuare i preparativi dell’invasione ed era venuto a Pechino solo per rassicurare la Cina che non avrebbe rovinato la festa olimpica, ma non si è curato poi di fare sparire dall’attenzione mondiale i Giochi Paralimpici. Lo sport è parte integrante della vita sociale ed è stato spesso lo strumento usato dalla politica per riaprire i rapporti fra i Paesi dopo guerre e altri momenti di furia e morte».

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su L'informatore

Caratteri rimanenti: 400