il castello

Il complesso fortificato più grande d'Europa

Centomila metri quadrati

xawa vella

09 Giugno 2021 - 17:25

Il sito già edificato nella forma di borgo fortificato prima del secolo XIV, attrasse l’interesse dei Visconti, Signori di Milano, per la sua collocazione su un terrazzamento naturale poco distante dal Ticino; infatti Luchino Visconti, diventato podestà di Vigevano (1319-1363) iniziò una grande trasformazione del castello e del borgo medioevale. A lui si deve il progetto della rocca vecchia fuori del castro nel 1341, delle nuove mura difensive intorno al borgo, il collegamento tra la rocca vecchia e il castrum tramite la strada elevata nel 1347, la trasformazione del castro in castello residenziale.

A seguito delle modifiche apportate, il maschio aveva assunto una pianta rettangolare con tre corpi e una cortina, quattro torri a pianta quadrata agli angoli, circondato da fossato.

Si deve a Gian Galeazzo Visconti a partire dal 1390 l’avvio delle trasformazioni in dimora principesca del complesso giunta a piena realizzazione sotto gli Sforza. Nel 1470 Galeazzo Maria Sforza iniziò la costruzione di due scuderie il cui progetto venne affidato a Maffeo da Como. Nel 1476 il Comune venne autorizzato dal duca a sopralzare la torre del “Revellino” (progetto dell’arch. Benedetto Ferrini). Il momento più alto della storia del maniero fu la reggenza di Ludovico Maria Sforza detto il Moro che governò il ducato, a nome del nipote sino al 1494, e alla morte di costui divenne duca egli stesso per soli sei anni. E’ scritto sulla lapide posta sopra il portone di ingresso nel castello dallo scalone in distici latini: “Il visconte Ludovico Maria Sforza, assicurato da nemici esterni e da intestine lotte il ducato al nipote Giovanni Galeazzo; rese fertili con irrigazione fluviale gli aridi campi di Vigevano, riformò a delizioso soggiorno l’antico palazzo dei duchi in questo castello, ed ergendogli attorno nuovi edifici lo munì di una bellissima torre. Aprendo strade e comode vie attraverso alla città, ridusse a civile decoro anche le squallide case del popolo piene di sudiciume, e distrutti i vecchi edifici attorno alla piazza, questa ampliò e adornò in questo modo”.

A Ludovico si deve la costruzione, nel 1490, di una terza scuderia che, congiungendosi con quella di mezzo (fatta erigere, nel 1471, da Galeazzo Maria Sforza) e con l’altra più antica aderente alla Falconiera, formava una grande corte con al centro l’antico Maschio circondato dal fossato. Sotto la regia degli ingegneri e dei magistri ducali - tra cui primeggiavano le figure di Bramante e di Leonardo da Vinci, Ambrogio da Corte - si completavano gli edifici della Falconiera, il Palazzo delle Dame con il loggiato attribuito al Bramante, e l’intera affrescatura delle pareti del Maschio ed esterne delle scuderie, della Falconiera e della torre. La “meteora” del Moro si spense drammaticamente con la sconfitta  subita dal duca nel 1500 ad opera delle armate francesi di Luigi XII.

I NEMICI IN CASA… SPAGNOLI, FRANCESI, AUSTRIACI, SABAUDI E INFINE ITALICI 

Dopo lo splendore del suo governo iniziarono per il castello e il borgo momenti bui e tumultuosi. Si susseguirono le dominazioni franco-spagnole sino al ritorno del figlio del Moro, Francesco II che accolse nel 1533 in Vigevano l’imperatore Carlo V. Morto Francesco nel 1536 senza eredi diretti, finì il dominio Sforzesco ed iniziò per il castello un lungo periodo di abbandono: a partire dal 1645 truppe Spagnole, seguite dai Francesi e poi dagli Austriaci, assediarono e operarono devastazioni nel principesco maniero murando logge, demolendo arredi e decorazioni, utilizzando saloni e corti a scopi militari. Gli stranieri sono stranieri, e nessuno ci ha mai guadagnato ad averli in casa, ma i guasti maggiori all’antico maniero furono operati “in famiglia”. Verso la metà dell’Ottocento il castello diventò caserma dell’Esercito Sardo e quindi del Regio Esercito Italiano. Continuarono gli interventi di modificazione attraverso rifacimenti neogotici del maschio (opera dell’ingegnere del Genio militare, colonnello Ludovico Inverardi), l’abbattimento della sua cortina e la costruzione di due ampie cavallerizze coperte nel recinto della Rocca Vecchia.

Nel 1900 é continuato l’uso militare del castello sino al 1967 quando é diventato proprietà del demanio civile e quindi sotto la giurisdizione del Ministero delle Finanze.

CENTOMILA METRI QUADRATI. TRENTASEIMILA DI CORTILI. VENTICINQUEMILA DI TEGOLE

Il complesso architettonico del castello Sforzesco di Vigevano si sviluppa, nel suo insieme di edifici, su una superficie di oltre 70.000 metri quadrati, sotto i 25.000 dei tetti che ricoprono gli ultimi piani: basti pensare che potrebbe contenere due volte Buckingham Palace, tre volte la Basilica di S. Pietro e sei volte il Duomo di Milano. In aggiunta ai 36.000 metri quadrati di cortile, tanto da essere considerato il più grande complesso fortificato d’Europa.

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