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La regata, il "viaggio della vita"

Atlantic Rally: la barca di Guido Rivolta vede i Caraibi

Tre vigevanesi e un milanese a bordo della Glemm, partita due settimane fa dalle Canarie

Davide Maniaci

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dade.x@hotmail.it

12 Dicembre 2024 - 18:26

Atlantic Rally: la barca di Guido Rivolta vede i Caraibi

«Giovedì 12 arriviamo. Forse venerdì, dipende dal vento». Così, con piccoli bollettini quotidiani che arrivano dal mezzo dell’oceano, Guido Rivolta aggiorna sulla traversata atlantica. Probabilmente è l’avventura della vita. Il vigevanese, che ha compiuto da poco 60 anni, viaggia con altri due concittadini, Mario Azzaretti e Valerio Traversi, e con Attilio Frangi, milanese. A bordo della Glemm, modello Grand Soleil 46 Long Cruise, stanno compiendo l’Atlantic Rally for Cruises (Arc), regata-veleggiata non competitiva. Navigare per il piacere di farlo. Otto equipaggi italiani su 142. Il traguardo finale è Saint Lucia, isoletta-Stato dei Caraibi, dopo la partenza dalle Canarie. Qui il percorso su Instagram.

Rivolta ci aggiorna quasi quotidianamente con brevi note. Ieri (mercoledì) mancavano solo 400 miglia, sulle 2600 già percorse e due settimane di viaggio. «Dopo la prima settimana che ha visto condizioni molto dure – è la sua cronaca – tutto è migliorato. La traversata nella zona degli alisei è stata ottima. Tanti, tra cui noi, hanno avuto rotture alle vele. Siamo stati rallentati dai danni alla randa». La manifestazione è stata macchiata nella prima settimana dalla probabile morte di Dag Eresund, svedese, 33 anni, caduto di notte dalla Vor 70 Ocean Breeze e non più ritrovato.

Guido Rivolta

«Abbiamo – prosegue il vigevanese, skipper e armatore – una chat di gruppo che ci consente di restare tutti collegati. La tragedia ha rappresentato una botta fortissima, per tutti». Si tratta dell’unico, bruttissimo imprevisto. Con le sue testimonianze secche, Rivolta fa sognare a tutti il mare aperto e le condizioni di libertà, lontani da tutto. Turni a coppie di quattro ore di sonno, non di più. «Dopo alcuni giorni, diventa pesante». Una cambusa ben rifornita ha permesso di conservare frutta e verdura fino al traguardo. La barca regge bene: pensata per il Mediterraneo e non per l’oceano, «in due settimane ha fatto i chilometri che farebbe in otto anni». Così, una volta arrivati, Rivolta starà per un po’ nelle Antille e poi tornerà in aereo. Il natante no, quello verrà caricato su una portacontainer e in un mese di viaggio approderà a Genova. Ma a questo si penserà poi. Ora ci si gode un viaggio che Rivolta, professionista rinomato, sognava da sempre.

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