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27 Febbraio 2025 - 12:13
Una seduta del consiglio comunale di Vigevano
VIGEVANO - Per qualche mese è stata minoranza solo nominalmente, visti i 12 voti pari che hanno tenuto in bilico il consiglio comunale. Questo fino a ieri, quando il passaggio (o il ritorno, per due di loro) dei consiglieri di Forza Italia sui banchi di maggioranza è stato certificato con il varo della nuova giunta targata Segù.
La consigliera cinquestelle Silvia Baldina e la capogruppo Pd Arianna Spissu erano presenti in aula consiliare alla conferenza stampa convocata dalla vice sindaco e sindaco pro tempore Marzia Segù durante la quale è stata annunciata la rinnovata squadra di assessori. Subito dopo, scendendo lo scalone del municipio, hanno registrato insieme un breve video di commento a caldo.
«Ci aspettavamo più coraggio da parte del sindaco facente funzioni - ha detto Silvia Baldina (Movimento 5 stelle) - e invece no, non c’è stato il cambio di passo che ci aspettavamo». «Anzi, fino all’ultimo - interviene Spissu - abbiamo aspettato che ci fosse un passo di responsabilità e da Segù arrivasse un passo indietro per rimettere tutto nelle mani della città. Così non è stato e ha invece cercato di trovare una quadratura del cerchio a tutti i costi, anche con due nomine che sono tecniche ed una invece politica, quella di Boccalari». «È una nomina un po’ particolare - riprende Baldina parlando proprio del neo assessore - perchè si tratta del marito di una dei tre consiglieri comunali (Rimma Garifullina, ndr) che hanno permesso l’approvazione dell’ultimo bilancio, salvando quest’amministrazione e ottenendo come ringraziamento un assessorato da 2.800 euro al mese».
«Per noi si tratta di scelte deleterie che non portano alcun beneficio a Vigevano e allontanano i cittadini della politica, mettendo al centro solo la distribuzione delle poltrone», conclude Arianna Spissu (Partito Democratico). Non commenta, invece, il capogruppo Polo Laico Luca Bellazzi: «Direi che siamo eticamente così lontani che ci sembra inutile perdere tempo per commentare», è la sua risposta lapidaria.
Non risparmia in parole, invece, Edoardo Casati, esponente del circolo vigevanese di Rifondazione Comunista: «Questa é una giornata simbolica per la città, simbolica di quanto é caduta in basso la politica», esordisce. Per Casati si tratta di «una manovra vergognosa fatta per prendere tempo e spianarsi la strada per le prossime elezioni (sperando di poter trasformare Ceffa in un martire, cancellando mesi e mesi di indagini e arresti domiciliari) ma c’è anche una totale mancanza di rispetto verso quella che é la volontà della cittadinanza espressa nelle ultime elezioni del 2020. Non soltanto perché la composizione della giunta ha delle percentuali nettamente diverse rispetto a quelle che gli elettori hanno votato, ma anche perché c’è una considerazione bassissima della gente e di quello che vota. L’alternativa necessaria a questa destra deve obbligatoriamente uscire dall’idea di politica clientelare».
Furio Suvilla, capogruppo dei LiberalConservatori, ricorda la raccolta di firme in corso per chiedere le dimissioni dell’amministrazione comunale. «L’invito migliore alla vicesindaca è quello di lasciare la carica, andare alle votazioni e farsi eleggere, cosa che nel 2020 non le era riuscita. L’unico dato positivo è l’ingresso di due professioniste nella giunta, ma in un’amministrazione che io considero ormai finita. E poi c’è l’incredibile valzer che ha portato l’assessorato a Forza Italia con Boccalari. Si dovrebbe pensare più alla sicurezza dei cittadini e meno alle poltrone».
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