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Rinasceranno i boschi "feriti” dal Ciclone Poppea

L'impegno del Parco del Ticino: priorità al recupero dell'ecosistema dopo l'uragano dell'agosto del 2023 che aveva raso al suolo tra 800 e 1000 ettari di bosco, provocando danni per cinque milioni di euro solo per le proprietà dell'Ente

Mario Pacali

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mario.pacali@ievve.com

04 Marzo 2025 - 13:34

Rinasceranno i boschi "feriti” dal Ciclone Poppea

I boschi devastati dall'uragano dell'agosto del 2023

Nonostante i gravi danni causati dall'uragano "Poppea" nell'estate 2023, il Parco del Ticino rassicura: le aree colpite rimarranno destinate a bosco, con la rigenerazione dell'ecosistema come obiettivo prioritario. È quanto emerso dall'incontro di giovedì sera tra i rappresentanti del Parco e la neonata associazione Amici dei boschi, preoccupata per l'impatto a lungo termine della distruzione delle foreste.

I DANNI DELL'URAGANO: UNA DEVASTAZIONE SENZA PRECEDENTI 
L'uragano di tipo Medicane ha colpito duramente i boschi del Parco Lombardo della Valle del Ticino, abbattendo alberi su una superficie stimata tra 800 e 1.000 ettari. Le specie più colpite sono state la quercia di pianura (farnia) e i pioppi. I danni economici superano i 5 milioni di euro solo per le proprietà del Parco. "È il primo evento di questo tipo a sud delle Alpi", ha spiegato Claudio De Paola, direttore del Parco.

Le associazioni locali, tra cui Vigevano Sostenibile e WWF lodigiano pavese, hanno espresso preoccupazioni per le radure estese create dagli schianti, che rischiano di essere colonizzate rapidamente da specie infestanti, minacciando l'equilibrio dell'ecosistema. In particolare, le zone di Cassolnovo, Vigevano e Abbiategrasso risultano gravemente colpite.

Il Parco del Ticino ha stimato in cinque milioni di euro i danni subìti dal patrimonio boschivo di proprietà provocati dal ciclone dell'agosto del 2023

LE PAROLE DEL PRESIDENTE ROGNONI: TRASFORMA UNA CRISI IN OPPORTUNITA' 
Il Presidente del Parco, Ismaele Rognoni, ha sottolineato l'impegno incessante per garantire la rinascita dei boschi, riconoscendo le sfide imposte dal cambiamento climatico. "Nonostante le difficoltà, rimaniamo determinati a trasformare questa crisi in un'opportunità per il recupero della biodiversità", ha dichiarato. L'incontro con le associazioni è stato definito positivo e collaborativo, con la prospettiva di proseguire nei prossimi mesi attraverso sopralluoghi congiunti.

INTERVENTI URGENTI E STRATEGIE DI RECUPERO 
Per far fronte all'emergenza, il Parco ha adottato misure urgenti come la riapertura di strade e sentieri e la richiesta di supporto alla Regione Lombardia per finanziamenti straordinari. Fulvio Caronni, responsabile del Settore Vegetazione e Boschi, ha illustrato la strategia adottata: sgombero delle aree colpite, monitoraggio della rigenerazione naturale e contrasto alle specie invasive.

In parallelo, sono stati avviati monitoraggi faunistici per valutare l'impatto dell'uragano su alcune specie di uccelli. I dati sono allarmanti: le popolazioni di Picchio nero, Cincia bigia e Picchio muratore hanno registrato un calo fino al 50%, mentre l'Astore è diminuito del 70%.

I vertici del Parco del Ticino durante l'incontro svoltosi a Villa Castiglioni, sede dell'Ente, con l'associazione vigevanese Amici dei Boschi

IL PROGETTO LIFE PER LA RINASCITA DEL BOSCO 
Tra le iniziative a lungo termine, spicca il progetto LIFE presentato a settembre per il recupero degli habitat forestali. "Definiremo le azioni da intraprendere nei prossimi dieci anni", ha spiegato Valentina Parco, responsabile del Settore Gestione siti Natura 2000.

LA SFIDA DEL FUTURO: CAMBIAMENTO CLIMATICO E PREVENZIONE 
Il consigliere Maurizio Rivolta ha ammonito che il recupero richiederà almeno un decennio. Eventi estremi come quello dell'agosto 2023 non sono isolati ma rappresentano un fenomeno sempre più frequente. La prevenzione di future emergenze, come la siccità, sarà cruciale per garantire la sopravvivenza del bosco. 
L'immagine delle radure desolate ha scosso l'opinione pubblica, ma ha anche contribuito a sensibilizzare sul tema della gestione sostenibile delle aree verdi. "La tutela della biodiversità richiede tempo, risorse e una collaborazione continua tra istituzioni e comunità locali", ha concluso Rivolta.

Il Parco del Ticino si trova quindi ad affrontare una sfida senza precedenti. Tuttavia, la determinazione delle istituzioni e il coinvolgimento attivo delle associazioni locali fanno sperare in una rinascita dei boschi, simbolo di un equilibrio naturale da preservare con ogni mezzo.

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