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MORTARA: DOPO ANNI DIFFICILI
12 Marzo 2025 - 22:29
L'equipe di medici e fisioterapisti della Riabilitazione di Mortara
Prima gli anni del Covid, con una drastica riduzione di personale e letti. Poi tra il 2023 e il 2024 la perdita, per ragioni diverse, di quattro medici. La Riabilitazione specialistica e generale geriatrica di Mortara ha attraversato momenti difficili: in una fase a reggerne le sorti sono rimasti solo due medici, il primario Mauro Gorini e Daniela Bar. Dal 6 gennaio Gorini è in pensione, Bar è stata nominata facente funzione e sotto la sua direzione il reparto sta risorgendo con nuovi medici giovani e molto motivati.
La dottoressa Daniela Bar, primario facente funzione
«Oggi – dice Daniela Bar, 65 anni, in Asst dal 2007 dopo 19 anni all’istituto clinico Beato Matteo – siamo in cinque tra strutturati, libero professionisti e specialisti ambulatoriali a tempo pieno. Con me ci sono il dottor Marco Bruggi, rinforzo inviato da Stradella nei momenti più difficili, responsabile della fisioterapia di Vigevano e di Casorate; a settembre è arrivata la dottoressa Silvia Pelà, il cui inserimento ha permesso di riattivare la Mac (macroattività ambulatoriale complessa), cioè la fisioterapia per esterni, che a Mortara avevamo dovuto sospendere; dal 2 gennaio è stata trasferita in mobilità dal San Paolo di Milano la dottoressa Daniela Golasseni. Poi c’è la dottoressa Rosella Bandi, che manda avanti il poliambulatorio di Pavia, dipendente sempre da Mortara».
L'attività nella palestra di fisioterapia del reparto
La situazione non è ancora ottimale, tanto che si lavora sempre con un numero di letti ridotto da 21 a 12 per la carenza di medici e si spera che una nuova assunzione arrivi dalla graduatoria di un concorso in svolgimento per Voghera. Intanto i nuovi medici, grazie alle loro competenze specialistiche, hanno permesso di aprire ambulatori per attività che prima non c’erano: così la dottoressa Pelà ne gestisce uno sui dismorfismi dell’età evolutiva come piede torto o piatto e scoliosi, mentre la dottoressa Golasseni dal 3 marzo ne ha avviato uno sui linfedemi, cioè edemi sorti dopo eventi oncologici. Tutte attività che comportano più strette collaborazioni con altri reparti e specializzazioni.
«Siamo molto motivati dal sostegno della direzione aziendale e di quella di dipartimento – conclude Bar – ma soprattutto l’intero staff condivide l’importanza dell’empatia, dell’aspetto umano. I nostri pazienti qui si sentono coccolati».
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