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MILANO
18 Marzo 2025 - 14:12
No, su quell’autostrada non è mai calato il sipario, anche se da tempo i riflettori si sono spenti sulla Broni-Mortara. La sensazione è quella di un lavoro sottotraccia per arrivare a riprendere il discorso interrotto dal punto di vista progettuale dalla sentenza del Consiglio di Stato che aveva respinto il ricorso di Infrastrutture Lombarde avverso al verdetto del Tar che aveva accolto il pollice verso del Ministero dell’Ambiente che aveva emesso un giudizio negativo di compatibilità ambientale sulla scorta delle motivazioni fornite nei menzionati pareri resi dalla Commissione Tecnica. «L’opera è nella programmazione regionale», ha ribadito in queste ore il consigliere Andrea Sala, ex sindaco di Vigevano che in veste di primo cittadino ducale aveva da sempre sostenuto la realizzazione dell’infrastruttura che avrebbe significato per la città la possibilità di avere un casello decisamente più vicino rispetto a quello attuale di Gropello.

Andrea Sala, ex sindaco di Vigevano ed attuale consigliere regionale della Lega
Nel frattempo Sabrom, la società concessionaria dell’opera, dopo l’addio alla presidenza del pavese Carlo Belloni, ha nominato il nuovo numero uno della società: si tratta del dottor Emilio Ceroni, direttore generale di Webuild (gruppo Salini - Impregilo), uno dei maggiori global player nella realizzazione di grandi infrastrutture complesse per la mobilità sostenibile.
E dell’infrastruttura rimasta sulla carta per un ventennio, ne ha parlato nelle scorse settimane anche il neo coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Paolo Iozzi, consigliere comunale con delega alle grandi opere viarie. Nel programma di mandato della sua segreteria politica, ha infatti sottolineato come “FdI intenda inoltre stimolare il dibattito sulla questione della realizzazione dell’autostrada Broni-Stradella-Stroppiana, ove da Vigevano si potrà accedere attraverso un potenziale casello realizzabile in corrispondenza di Tromello”.

Carlo Belloni, pavese, ex presidente di Sabrom, la società concessionaria della realizzazione dell'autostrada Broni-Mortara
Lo stesso ex presidente di Sabrom, Belloni, nel corso di una delle ultime interviste rilasciate al nostro giornale, aveva ribadito che “le grandi opere non hanno colore politico. Non sono di destra e nemmeno di sinistra o di centro. O servono o non servono. In questo caso l’autostrada è necessaria. Anche perchè, è bene ricordarlo, se il Ministero dell’Ambiente ha detto no alla Valutazione di impatto ambientale, nessuno ha mai messo in discussione la validità trasportistica dell’intervento. Di certo queste contrapposizioni - e se mettiamo in fila le carte bollate di questi anni colmiamo la distanza che c’è da Redavalle a Gropello Cairoli - hanno fatto perdere al territorio un investimento, totalmente con soldi privati, di un miliardo di euro, e compensazioni per 100 milioni di euro».

Il tracciato dell'autostrada Broni-Mortara
L’autostrada Broni-Mortara faceva parte del pacchetto delle “Autostrade Regionali”, unitamente alla Cremona-Mantova ed all’interconnessione Pedemontana-BreBeMi. La nuova infrastruttura si poneva l’obiettivo di separare, a livello regionale, il traffico di scorrimento da quello locale e di offrire un servizio ed un’opportunità di sviluppo produttivo alle aree dell’Oltrepò e della Lomellina, potenziando lo sviluppo delle imprese e favorendo la mobilità nel territorio delle persone e delle merci, riducendo i tempi di percorrenza e aumentando i benefici di carattere economico-ambientale.
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