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imputazione coatta
19 Marzo 2025 - 17:54
Imputazione coatta per uno dei due medici indagati nel caso della 28enne Anna Giuliano, che l'8 marzo del 2023 si era sottoposta a un intervento per ridurre il peso attraverso la chirurgia bariatrica, all'Istituto clinico Humanitas di Rozzano, nel Milanese, e che il 21 marzo era morta, dopo che due giorni prima era arrivata al pronto soccorso ed era stata ricoverata nello stesso ospedale per via di forti dolori alla pancia e febbre alta.
Lo ha deciso il gip di Milano Alberto Carboni, accogliendo invece la richiesta di archiviazione per l'altro medico finito al centro dell'inchiesta per omicidio colposo.
Adesso la Procura dovrà quindi formulare la richiesta di rinvio a giudizio per uno dei due professionisti, in particolare quello che eseguì l'operazione e che diede alla paziente le informazioni su possibili complicanze e segnali a cui prestare attenzione.
La pm Valentina Mondovì aveva già chiesto una volta per entrambi i medici l'archiviazione, alla quale si era opposta la famiglia della donna. Lo scorso giugno il gip aveva disposto nuovi accertamenti, ordinando alla Procura di sentire a verbale un'operatrice dell'Humanitas, oltre alla madre e alla sorella della 28enne, e di effettuare una serie di analisi sul suo cellulare riferite ai giorni compresi tra il 10 e il 18 marzo 2023. Dall'escussione della dietista che il 16 marzo aveva contattato Anna per il follow up, è emerso che la paziente l'aveva informata dello stato febbrile e che lei, a sua volta, aveva avvertito il chirurgo che l'aveva operata.
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