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VIGEVANO

Congiura di Sant'Andrea: l'onorevole Angelo Ciocca querela Luca Battista

«Ha detto il falso», sostiene l'ex europarlamentare relativamente all'accusa di aver offerto dei soldi per "comprare” le dimissioni della moglie, la consigliera comunale Emma Stepan. «Chiederò un risarcimento per i danni subiti»

Mario Pacali

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mario.pacali@ievve.com

24 Marzo 2025 - 18:00

Congiura di Sant'Andrea: l'onorevole Angelo Ciocca querela Luca Battista

Ha scelto la data dl 24 marzo, anniversario dell'eccidio nazifascista delle Fosse Ardeatine, per presentare alla Procura della Repubblica di Pavia una querela per calunnia nei confronti "del simpatizzante neonazista Luca Battista, reo di aver costruito una falsa accusa di tentata istigazione alla corruzione basata su dichiarazioni contraddittorie, prive di riscontri e chiaramente strumentali”, come si legge in un comunicato dell'ufficio stampa dell'onorevole Angelo Ciocca, ex europarlamentare della Lega.

Ciocca - indagato per tentata corruzione nell'ambito dell'inchiesta che ha portato nel novembre dello scorso anno all'arresto del sindaco di Vigevano, Andrea Ceffa, della consigliera comunale di maggioranza Roberta Giacometti e di tre dirigenti di Asm Vigevano e Lomellina spa (l'amministratore unico Veronica Passarella, l'amministratore unico di Vigevano Distribuzione Gas Matteo Ciceri e il direttore generale della spa Alessandro Gabbi) - secondo l'accusa formulata dalla Procura pavese, avrebbe cercato di convincere tramite Battista, la moglie dell'ex esponente di FdI, la consigliera comunale di maggioranza Emma Stepan, a firmare le dimissioni per far cadere il sindaco Ceffa nell'ambito della famosa congiura di Sant'Andrea del novembre del 2023. In cambio la stessa avrebbe ricevuto un compenso di 15mila euro. Dichiarazioni agli atti della Procura che aveva poi dato il via alla raffica di arresti.

Luca Battista, è stata querelato per calunnia dall'ex europarlamentare della Lega,  Angelo Ciocca

"Non tollererò oltre questa macchina del fango! Mi meraviglia che il profilo personale e le reali motivazioni del calunniatore non siano stati adeguatamente valutati. Da troppo tempo assistiamo a un uso distorto della giustizia per colpire avversari politici. Oggi dico basta. Ho presentato una querela per calunnia contro chi, in modo sfacciatamente falso e premeditato, ha tentato di infangare il mio nome. Ho sempre agito con trasparenza e correttezza, e non permetterò che menzogne costruite a tavolino gettino ombre sulla mia persona e sulla mia reputazione", ha detto Ciocca nel comunicato stampa.

 

L'ex europarlamentare parla di "una falsa accusa smontata dalla realtà. Le accuse di Battista nei miei confronti si basano esclusivamente sulla sua parola, senza alcun riscontro oggettivo. Ha riportato un colloquio di pochi minuti con tesi fantasiose e accuse infondate. La realtà è ben diversa: aveva mire di candidature a consigliere regionale per la sua compagna, tuttavia ho da subito riferito che nel Partito di cui sono esponente non sarebbe stato possibile per imprescindibili vincoli statutari. Ho riferito trattarsi di una pretesa assurda e irrealizzabile. Evidentemente non ha apprezzato la mia sincerità e ha pensato di dar sfogo al suo risentimento, con l’intento di danneggiarmi. Nessuna prova concreta: nessun testimone, nessun pagamento, nessun mandante, nessun messaggio o telefonata sospetta. I miei telefoni sono stati consegnati da tempo e sono stati analizzati anche i messaggi del periodo in cui ero Eurodeputato: non vi è un solo rigo che valorizzi la tesi di Battista. Da non trascurare le contraddizioni evidenti che sono emerse: la sua versione è cambiata più volte (prima 10mila euro, poi 15mila), dimostrando l’inconsistenza dell’accusa”.


Ciocca parla poi di "una costruzione artificiosa: inizialmente non ha fatto il mio nome, poi lo ha aggiunto successivamente.
Le prove dimostrano il contrario: ho avvisato il sindaco Ceffa della manovra contro di lui e il giorno dopo gli ho persino proposto di sostenerlo ad ottenere un incarico prestigioso nel partito. Un uomo che vuole far cadere una giunta non avvisa il sindaco del pericolo, né lo sostiene per un importante ruolo politico il giorno prima della congiura di Sant’Andrea

Nella querela presentata oggi, Ciocca ha chiesto alla Procura della Repubblica di Pavia di avviare immediatamente un procedimento per calunnia nei confronti "del fantasioso accusatore”, al fine di fare piena luce su questo attacco costruito a tavolino per danneggiarlo politicamente. "Ho già preannunciato una futura richiesta di risarcimento danni, per il grave pregiudizio ingiusto alla mia immagine, di persona onesta e di personaggio politico patito a causa di questa falsa accusa. Chi sbaglia deve pagare. Io non ho nulla da temere perché la verità è dalla mia parte. Ma ora voglio giustizia. Chiederò un risarcimento per ogni danno subito, perché nessuno può giocare con la dignità e la carriera di una persona per meri scopi politici o personali. Questa battaglia non è solo per me, ma per chiunque abbia subito ingiustizie simili. Serve una giustizia che punisca chi mente e protegga chi viene diffamato senza motivo. Ora la verità verrà a galla, e chi ha calunniato dovrà risponderne davanti alla legge. Per fare chiarezza e accelerare la verità, sono disponibile a rinunciare all'immunità parlamentare, attiva al momento dei fatti".

Poi Ciocca chiude il suo comunicato parlando del suo accusatore: "è una persona con noti percorsi burrascosi e mai celate simpatie di estrema destra, che ha partecipato a iniziative nostalgiche e celebrative, anche in onore di figure storiche, di personaggi nazisti come Rudolf Hess. Sul suo conto fonti aperte danno atto di episodi di violenza e atteggiamenti autoritativi, mi meraviglio che il suo profilo social non sia stato valutato dagli inquirenti e tenuto in debita considerazione, al pari delle ambizioni personali sue e della sua compagna”.

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