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VIGEVANO

Cimitero: scatta la "rivolta” dei marmisti

Situazione lavorativa insostenibile a causa delle rigide disposizioni del Comune di Vigevano su limitazione di accesso dei mezzi, orari e interventi. «Regole insensate, noi operiamo qui da decenni»

Mario Pacali

Email:

mario.pacali@ievve.com

02 Aprile 2025 - 20:28

Cimitero: scatta la "rivolta” dei marmisti

Imbufaliti, ma forse la definizione ancora non rende l’idea. E pronti a dare battaglia, a denunciare pubblicamente una situazione che si sta protraendo da mesi e rispetto alla quale, da parte del Comune di Vigevano, non sono arrivate risposte. Tranne il fatto che le nuove regole ci sono e devono essere rispettate. Sono sul piede di guerra i marmisti che operano all’interno del Cimitero urbano. Che oggi denunciano una situazione lavorativa a dir poco insostenibile (per non usare il termine assurdo, ribadito in più occasioni durante l’incontro di oggi pomeriggio), una pesante limitazione dei mezzi d’opera (per orari e giorni), la burocrazia imposta che impone di inviare una mail preventiva (almeno il giorno prima) per la consegna del badge di accesso che deve essere immediatamente restituito, unitamente ad una scarsa collaborazione da parte degli uffici.

Da sinistra: Giampietro Tosetto, Mario Ricci, Libero Ricci e Fabrizio Zatti

Andrea Olivati e Luca Mazzucchi

«Non possiamo più andare avanti così, non siamo più in grado di lavorare. Per questo, dopo mesi, abbiamo deciso di rivolgerci al giornale, siete la nostra unica speranza». Mettendoci la faccia. Si tratta di Mario Ricci, Giampietro Tosetto, Fabrizio Zatti, Andrea Olivati e Luca Mazzucchi. Titolari e rappresentanti di imprese che operano da decenni sul territorio. Una di queste, la Ricci, sorta addirittura nel 1929. Aziende serie e apprezzate per professionalità e competenze. «E che oggi sono in difficoltà a lavorare all’interno del cimitero», dicono i marmisti. Perché l’accesso per effettuare ogni tipo di intervento (dalla manutenzione ordinaria come l’apposizione di epigrafi, a quella straordinaria che potrebbe essere il restauro di un monumento o di una tomba) deve essere comunicata in via preventiva e dettagliata, giorno di inizio dei lavori e tempistiche degli stessi. E gli interventi dovranno essere effettuati dal lunedì al venerdì dalle 7,30 alle 12,30. «A prescindere che in inverno non è sicuramente l’ottimale operare nelle ore mattutine, ma se tu hai ancora un paio di ore di lavoro e puoi concludere nel pomeriggio, non puoi. Devi tornare il giorno dopo. Lo stesso se sei costretto a interrompere per la pioggia o per un imprevisto, devi ripartire daccapo con l’iter autorizzativo. Non siamo più noi a gestire le nostre aziende, ma le disposizioni del Comune».

Lo stesso accesso dei mezzi è stato “blindato”, per ragioni di sicurezza. «Fa sorridere - continuano - perché basta girare per il cimitero e vedere vialetti sconnessi, buche, radici di alberi di alto fusto che hanno sollevato l’asfalto dei vialetti stessi, le grondaie danneggiate dal maltempo del 2023 che sono ancora lì penzolanti... E poi siamo noi a creare insicurezza. Possiamo accedere con mezzi con una larghezza non superiore al metro e mezzo. Uno di noi ha un mezzo largo 155 centimetri...». E il badge di accesso deve essere richiesto il giorno prima. «Sperando che ci sia il responsabile dell’ufficio, perchè in sua assenza nessuno degli altri dipendenti si prende la responsabilità di consegnarlo, causandoci disagi e ritardi».

Le nuove disposizioni del Comune, contestate dai marmisti vigevanesi, limitano l'accesso all'interno del cimitero dei mezzi d'opera

Limitare l’ingresso dei mezzi d’opera, ribadiscono i marmisti vigevanesi, è una scelta insensata. «Sono tutti riconoscibili e facilmente identificabili. E siamo gli unici ad avere attrezzature specifiche per i vari interventi da effettuare, comprese autogru di sollevamento per collocare monumenti. Non abbiamo mai danneggiato tombe o altro. E se mai dovesse accadere, lo segnaliamo immediatamente». Non solo: estremamente penalizzante anche la decisione assunta di ridurre l’area di cantiere nella zona in cui si opera, «obbligandoci a fare percorsi più lunghi che aumentano il pericolo per i visitatori», ma soprattutto «protraggono nel tempo la nostra presenza all’interna del cimitero».

«Non possiamo avere orari limitati, non possiamo sperare che ci sia il responsabile per la consegna del badge, non possiamo attendere un giorno per un intervento perché occorre avvisare preventivamente. Così è impossibile lavorare».

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