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il contenzioso legale

Cilavegna: per il Tar fu legittima la decisione di revocare le deleghe all’ex vicesindaca Sacchetti

Il tribunale amministrativo l’ha inoltre condannata a rimborsare le spesi di lite a favore del Comune

Ilaria Dainesi

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ilaria.dainesi@ievve.com

14 Aprile 2025 - 15:33

Cilavegna: per il Tar la decisione di revocare le deleghe dell’ex vicesindaca Sacchetti fu legittima

Da sinistra: la consigliera Valeria Sacchetti e il sindaco di Cilavegna Manuel Maggio (foto di Jose Lattari)

La decisione di revocare le deleghe all’ex vicesindaca di Cilavegna Valeria Sacchetti, oggi all’opposizione, fu legittima. Il provvedimento venne assunto dal sindaco Manuel Maggio all’inizio del settembre scorso, a circa due mesi dall’insediamento, dopo una serie di contrasti e incomprensioni di natura politica che si erano creati nel nuovo gruppo di maggioranza alla guida del paese.

Sacchetti, rimasta in consiglio tra le file della minoranza, si era poi rivolta a un legale e aveva impugnato il provvedimento, ritenendo l’atto di revoca «illegittimo da un punto di vista giuridico», e aveva chiesto anche un risarcimento danni di 67mila euro; la cifra era stata calcolata sulla base delle indennità di carica che le sarebbero spettate nel ruolo di vicesindaca fino al termine naturale del mandato. I legali di Sacchetti hanno ritenuto illegittima la revoca delle deleghe, individuando nella decisione del primo cittadino delle violazioni per «eccesso di potere per motivazione errata, travisante e incongrua» e per «travisamento in fatto e in diritto, arbitrarietà e irragionevolezza».

Ma i giudici del Tar, nella camera di consiglio del 12 marzo, hanno valutato il ricorso «infondato» e lo hanno quindi respinto, ritenendo lecito il provvedimento del sindaco Maggio ed escludendo quindi anche il risarcimento del danno rivendicato. La consigliera Sacchetti è stata inoltre condannata alla refusione delle spese di lite a favore del Comune, liquidate in 3mila euro, oltre accessori di legge.

Il sindaco Manuel Maggio preferisce non entrare nel merito e si limita a dire: «Rispettiamo la sentenza». Poche parole anche dalla consigliera Valeria Sacchetti che sta valutando, insieme al suo legale, la possibilità di fare appello e di «presentare un ricorso al Consiglio di Stato».

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