Resta aggiornato
Cerca
VIGEVANO
15 Aprile 2025 - 17:30
Gli alberi abbattuti in zona Isola dell'Ochetta. E affiora il vecchio ponte abusivo costruito negli anni Settanta
Nessuna irregolarità e, soprattutto, nessun taglio selvaggio. Le operazioni di sgombero delle piante dei boschi del Parco del Ticino abbattuti dal ciclone Poppea che si è abbattuto sulle nostre zone il 26 agosto di due anni fa, hanno creato qualche perplessità da parte di alcuni frequentatori delle zone boschive del Ticino. In particolare in zona Ronchi dove, questa è la segnalazione pervenuta, supportata anche da un cartello affisso da un avventore all’ingresso del bosco, sulla bacheca solitamente utilizzata dal Parco per comunicazioni, sono state abbattute otto querce che, secondo chi ha segnalato, erano del tutto sane e per nulla compromesse dalla “tempesta perfetta”.

Claudio De Paola, direttore del Parco Lombardo della Valle del Ticino
«Quelle piante - spiega Claudio De Paola, direttore del Parco del Ticino - sono state tagliate per una ragione ben precisa, ai fini di una ricerca commissionata dal Cnr di Firenze. Servivano piante sane, non abbattute dalla tempesta. Fra un anno, da questa indagine, avremo dei risultati importanti che potranno fornirci precise indicazioni sulla futura rigenerazione dei nostri boschi». La tempesta perfetta, su un complessivo di 20mila ettari di boschi di proprietà del Parco, ha devastato 1.400 ettari.
«Comprendiamo la sofferenza di associazioni e cittadini amanti dei boschi – dichiara il responsabile del Settore Boschi del Parco del Ticino, Fulvio Caronni - che corrisponde alla nostra nell’osservare paesaggi privati del loro lussureggiante manto arboreo, ma il recupero delle piante a terra è la premessa necessaria per lavorare all’avvio dei ripristini che, va detto con chiarezza, saranno molto onerosi e che dureranno per anni».

I danni ancora visibili della "tempesta perfetta” che si è abbattuta sulla nostra zona il 26 agosto di due anni fa. Il ciclone ha devastato 1.400 ettari di boschi di proprietà del Parco del Ticino
I riscontri effettuati nelle aree oggetto dei più pesanti tagli di sgombero, hanno confermato che i lavori compiuti corrispondono alle aree colpite dagli eventi meteorologici. Sino ad ora sono stati rilevati e sanzionati solo piccoli eccessi nei lavori, in altri casi altre difformità sono state oggetto di locali ripristini spontanei, mentre molte delle piste di lavoro, utilizzate per l’asportazione del legname che si manifestano come le più profonde ferite al suolo, saranno e dovranno essere oggetto di specifiche sistemazioni al termine dell’esbosco. Tutti i proprietari inoltre dovranno proporre autonomi interventi di recupero, mentre il Parco si sta impegnando per reperire le risorse finanziarie per rimboschire la maggior parte delle aree dove il bosco faticherà a rinnovarsi, mentre in alcune zone dove la presenza delle specie invasive è molto limitata si può sperare nella rinnovazione naturale delle specie autoctone. In altri casi ancora i lavori di recupero si concentreranno sul contenimento delle specie aliene. Il monitoraggio della rinnovazione sarà uno dei compiti per i prossimi mesi.
«Ci siamo incontrati con il Comitato Amici dei Boschi di Vigevano, costituito per la preoccupazione riguardo agli interventi effettuati e agli effetti a lungo termine sul bosco – aggiunge il consigliere del Parco Maurizio Rivolta- con il quale abbiamo condiviso forme di collaborazione quali la segnalazione al Parco di eventuali anomalie rilevate nel corso degli sgomberi e che si è reso disponibile anche per eventuali future iniziative di rimboschimento».

Ismaele Rognoni, presidente del Parco Lombardo della Valle del Ticino
«Da parte nostra confermiamo l’impegno del Parco per reperire finanziamenti, anche comunitari, per i ripristini, ma intendiamo affiancare e rafforzare le azioni dei proprietari anche con nostre risorse. Oltre agli interventi di restauro e ricostituzione dei boschi distrutti, sono già state avviate e proseguiranno collaborazioni con i migliori ricercatori in campo forestale e naturalistico, al momento sono già in corso interlocuzioni con quattro istituti Universitari e con la Fondazione Lombardia per l’Ambiente», assicura il presidente dell’ente di tutela, il vigevanese Ismaele Rognoni. Il coinvolgimento dei migliori esperti appare fondamentale per affrontare nel modo migliore il recupero di un patrimonio forestale e ambientale di enorme valore e di interesse collettivo su vasta scala.
L’Informatore Vigevanese - via Trento 42/b 27029 - Vigevano (PV)
Tel. 0381.69711 - informatore@ievve.com
Copyright(©) 2012-2024 Ievve S.r.l.
TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI. NESSUNA RIPRODUZIONE PERMESSA SENZA AUTORIZZAZIONE
Powered by Miles 33