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IL PROGETTO-PILOTA INCAGLIATO

Screening Hpv con autoprelievo: dopo due anni e mezzo ancora si attende

Il Partito Liberaldemocratico denuncia il caso e l'Ats in pochi giorni si dà una mossa

Claudio Bressani

Email:

claudio.bressani@ievve.com

24 Aprile 2025 - 11:23

Screening Hpv con autoprelievo: dopo due anni e mezzo ancora si attende

Un kit per l'autoprelievo di un campione vaginale

A due anni e mezzo dell’avvio formale del progetto-pilota per il quale la Regione aveva scelto l’Ats di Pavia, lo screening del tumore alla cervice uterina (Papilloma virus, o Hpv) mediante autoprelievo di un campione vaginale, l’attività non è mai iniziata. E intanto la convenzione, che durava fino al 31 dicembre 2024, sarebbe già scaduta. Tanto che l’Ats ha dovuto chiedere alla Regione una proroga di un anno, ottenendola. Si dovrebbe partire finalmente a settembre: almeno così rispondono da Ats a chi chiede informazioni.

A portare alla luce il caso è il Partito Liberaldemocratico della provincia di Pavia. Sortendo un effetto curioso: pochi giorni dopo la diffusione di un comunicato, all’Ats la scorsa settimana si sono improvvisamente ridestati, aggiudicando un appalto da 11.466 euro, che attendeva dal novembre scorso. La ditta Ada srl di Padova è stata incaricata di fornire 8400 dispositivi per raccogliere i campioni, un numero che si considera congruo affinché almeno 2500 vadano a buon fine, come prevede il progetto pilota.

L’intenzione era meritoria: poiché molte donne sono restie a recarsi da un sanitario per la raccolta del campione vaginale, ma l’operazione si può fare benissimo da sè a casa propria con un dispositivo di costo irrisorio, si è pensato di fornirlo direttamente. Come avviene da anni in Veneto ed Emilia, con l’effetto di aumentare l’adesione alla campagna di screening.

Firmata a dicembre 2022 la convenzione con la Regione (che ha stanziato 190 mila euro), l’Ast ha impiegato 8 mesi per avviare e oltre 13 per aggiudicare il servizio di analisi dei campioni, affidato all’Irccs San Gerardo di Monza. Poi si trattava di procurarsi gli 8400 kit di autoprelievo, in sostanza un bastoncino tipo cotton fioc e un astuccio in cui sigillarlo. Per pubblicare l’avviso di manifestazione d’interesse ci sono voluti 10 mesi e ulteriori 5 per l’aggiudicazione.

«Un’occasione mancata – commenta il Partito Liberaldemocratico – che pesa sulle politiche di prevenzione della salute femminile. Perché la burocrazia continua a rallentare i diritti? La prevenzione è un diritto. E non può più aspettare».

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