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VIGEVANO

Boschi del Ticino: dubbi e perplessità sugli interventi post-ciclone Poppea

Lettera del Gruppo Amici dei Boschi al Parco del Ticino. Critiche rispetto ad alcune operazioni in corso nelle zone Ronchi, Isola dell'Ochetta e Buccella. Chiesto un incontro con i vertici dell'ente di tutela. «Sospendere momentaneamente le operazioni di taglio»

Mario Pacali

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mario.pacali@ievve.com

28 Aprile 2025 - 13:54

Boschi del Ticino: dubbi e perplessità sugli interventi post-cicolone Poppea

Dubbi, perplessità e la richiesta di un urgente incontro con i vertici del Parco del Ticino. Soprattutto un’analisi e un confronto rispetto alle operazioni in corso dopo la “tempesta perfetta” dell’agosto di due anni fa che ha letteralmente distrutto parecchi ettari di bosco. La richiesta è stata firmata dal Gruppo Amici dei Boschi di Vigevano, composto dal Gruppo micologico Bresadola, Vigevano sostenibile, Auser, WWF Lodigiano-Pavese, Legambiente Lomellina CEA Libellule&Colibrì e Rotary Vigevano Castello.

I punti critici evidenziati in una lettera inviata nei giorni scorsi al Parco del Ticino riguardano la zona di Santa Maria del Bosco, nell’abbiatense, l’Isola dell’Ochetta, la Buccella ed i Ronchi, nella zona vigevanese. In zona Santa Maria del Bosco, “colpisce l’avvenuta realizzazione di tante nuove strade/piste caratterizzate da una larghezza sovradimensionata. Intere aree risultano spianate e solo raramente si ritrova qualche ceppaia delle piante divelte dal vento. Il sottobosco è molto più martoriato, spianato, distrutto. Si rileva immediatamente la sensazione che chi ha operato in quella zona non ha considerato la fragilità e la delicatezza dell’ambiente e non ha adottato quei buoni comportamenti che dovrebbero essere alla base di chi è chiamato ad operare in tali zone”.

Sembra che l’obiettivo di rimuovere le piante abbattute - si aggiunge nella lettera inviata al Parco - sia stato perseguito “ad ogni costo” senza considerare il “prezzo” da pagare per arrivare in loco. Quel bosco, per ricrescere, avrà bisogno di interventi ben più radicali e costosi il cui esito non appare così certo. Il rischio che si corre è di vedere irrimediabilmente perso un importante, vasto e unico patrimonio ambientale”. Un concetto, questo, che vale anche per le operazioni nel vigevanese.

Il Gruppo Amici dei Boschi si chiede inoltre se sono state “valutate dal Parco o se siano state impartite prescrizioni operative tese a salvaguardare, quanto più possibile, l’ambiente boschivo in cui si operava. Crediamo anche che un’attenzione particolare debba essere prestata a quelle zone in cui sono ancora operativi i mezzi, eventualmente sospendendo temporaneamente le operazioni di taglio al fine di concordare più puntuali modalità operative che mirino a salvaguardare quanto più possibile la parte di bosco meno compromessa dalla tempesta”.

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