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VIGEVANO

La maggioranza scricchiola sugli aumenti della Tari

Duro scontro in consiglio comunale tra Cividati (Lega) e Squillaci (Forza Italia)

Bruno Ansani

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bruno.ansani@ievve.com

30 Aprile 2025 - 20:38

La maggioranza scricchiola sugli aumenti della Tari

La seduta del consiglio comunale di martedì sera

VIGEVANO - «Se lei non è d’accordo con la politica del centrodestra e con questi indirizzi faccia il piacere di ritornare dall’altra parte». Così, brutalmente, si è rivolto il capogruppo leghista Marco Cividati al collega di Forza Italia Giuseppe Squillaci, accompagnando l’invito con un gesto eloquente. In consiglio comunale si parlava (nuovamente, dopo l’inutile rinvio di un mese fa) di adeguamento delle tariffe Tari. Che saranno le stesse, senza alcuno sgravio, come chiesto nella scorsa seduta da Lega e Fratelli d’Italia. Aumenti che la vice sindaco Marzia Segù, nel suo intervento introduttivo, aveva quantificato, esemplificando, in circa 11 euro per una famiglia di 4 componenti che vive in un’abitazione di 100 metri quadri e in un rincaro tra 0,10 e 1 euro per le utenze non domestiche.

I forzisti Giuseppe Squillaci con Gianpietro Pacinotti durante il consiglio di martedì sera 


Squillaci si era scagliato decisamente contro questi aumenti, affermando che «se si va avanti così non potremo più dare il nostro sostegno». Il capogruppo di Forza Italia - gruppo recentemente accolto in maggioranza, dopo il rimpasto del febbraio scorso - ha ricordato che «sostanzialmente questi aumenti sono figli di un Pef (il “Piano economico finanziario” che determina la spesa del servizio da coprire con la tassa) che risale allo scorso anno e sul quale avevamo votato contro». E, dopo avere ricordato che la mission originaria di Fi è proprio combattere la pressione fiscale, ha lanciato un missile verso gli amministratori della partecipate, «che chiedono sempre soldi al Comune. Poi tocca a noi votare gli aumenti. Mi auguro che la politica sappia riprendere in mano queste aziende e correggere le politiche attuali con persone competenti. Votiamo sì a questa delibera, ma per solo senso di responsabilità». Parole che hanno mandato su tutte le furie Cividati, che le ha bollate come «demagogia fastidiosa» per poi invitare Squillaci ad attraversare l’aula e tornare a sedere sui banchi di minoranza.
Un corto circuito momentaneo? Ai più è parsa una chiara manifestazione di disagio rispetto al ritorno in maggioranza di consiglieri che avevano partecipato alla cosiddetta congiura di Sant’Andrea, la madre di tutti i guai del centrodestra e dello stesso sindaco Andrea Ceffa. Una spaccatura notata anche dall’opposizione, che in un momento successivo della seduta ha rilevato (parole di Marco Vassori, consigliere e segretario cittadino Pd) che «le tante mozioni di maggioranza presenti all’ordine del giorno sono la testimonianza dello scontro interno in corso, come dimostrato ampiamente questa sera».
Il vice sindaco Segù, nel suo intervento iniziale aveva spiegato che poco si poteva fare per evitare gli aumenti, poichè è sostanzialmente Arera a fare le tariffe.

Il capogruppo della Lega, Marco Cividati


Dai banchi dell’opposizione sono arrivate critiche e anche idee. Furio Suvilla (LiberalConservatori) ha approfittato per riproporre di tornare ai cassonetti (ma intelligenti) e giudicando «illegittima l’imposizione di un abbonamento annuale per lo smaltimento del verde col nuovo sistema porta a porta». Luca Bellazzi (Polo Laico) e Emanuele Corsico Piccolini (Pd) hanno sottolineato i buoni risultati economici ottenuti da Asm Isa in questi anni, con utili tra 700mila e 1 milione di euro, ottenuti grazie ai contratti con i piccoli comuni, soldi che non si possono usare direttamente per abbassare la Tari, ma per investimenti e azioni tese a diminuire drasticamente il costo del servizio che grava sulle spalle dei vigevanesi. «Esaminando il bilancio di Asm Isa - ha detto Corsico - scopriamo che tutte le voci sono rimaste invariate tranne il costo del servizio di igiene urbana, salito di 2 milioni».


Lo ha corretto Marzia Segù: «Non confonda bilancio e Pef: gli aumenti di quest’anno sono dovuti a rate di conguaglio, circa 500 mila euro, che ci trasciniamo dal 2018-2019». Ma essendo la Tari una tassa calcolata a ritroso, cioè sulla base dei costi sostenuti nei due anni precedenti, prima o poi anche quell’aumento dei costi finirà nel calderone.

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