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VIGEVANO
14 Maggio 2025 - 20:44
Un progetto di elevata valenza sociale che rischia di chiudere i battenti se non arriveranno ulteriori risorse per sostenerlo. Stiamo parlando del centro di aggregazione Camelot, «una palestra di inclusione sociale» di persone con disabilità nello specifico dello spettro autistico, come spiega Marta Gallese, coordinatrice della struttura di via Belcreda a Vigevano che oggi ospita qualcosa come 46 soggetti di età compresa tra i 6 ed i 21 anni. Un programma, questo di Camelot, partito nel giugno di due anni fa con un finanziamento erogato da Regione Lombardia attraverso fondi erogati dal Ministero della Disabilità, che andrà ad esaurirsi entro la fine del corrente anno. Che ne sarà dei 46 ragazzi coinvolti in un servizio che non è solo finalizzato a garantire una progettualità educativa pensata “ad hoc” per l’utenza e un supporto al minore/giovane adulto attraverso una relazione con figure educative integrative a quelle dei genitori finalizzate alla crescita della costruzione del sé e delle competenze personali, al raggiungimento degli obiettivi scolastici e formativi e allo sviluppo degli interessi espressivi e professionali, al sostegno nel relazionarsi con adulti e pari all’interno del contesto di vita e del tempo libero, ma è anche e soprattutto un supporto fondamentale alle famiglie delle persone che giornalmente frequentano la struttura?

La sede del centro di aggregazione di progetto Camelot si trova in via Belcreda a Vigevano
«Crediamo molto in questo centro di aggregazione - spiega l’ingegner Marco Zanetti, presidente della Cooperativa Sant’Ambrogio che sta gestendo il progetto Camelot, unitamente alla coordinatrice Marta Gallese ed a Emanuela La Vita, componente del cda della Sant’Ambrogio - e proprio grazie a Camelot abbiamo scoperto in questi anni un’esigenza in continua evoluzione in termini numerici». Camelot è infatti partito nel giugno del 2023 con una decina di frequentatori, «oggi sono in 46, divisi in tre gruppi».
No, Camelot non può e non deve finire, anche se oggi - lo ammettono i vertici della Cooperativa unitamente alla coordinatrice - è fortemente a rischio. «Il rischio c’è, ed è quasi immediato. Siamo a maggio e il progetto Camelot finirà al 31 dicembre». E dalla Sant’Ambrogio arriva quindi un appello alle istituzioni, al Comune di Vigevano in prima battuta (visto che Camelot è un piano dell’Ambito distrettuale della Lomellina), ma anche a Regione Lombardia, in particolare all’assessore alla disabilità, la pavese Elena Lucchini. «Noi crediamo in questo progetto, a tal punto che stiamo valutando la possibilità di avere più spazio, ampliare il servizio e andare alla ricerca di una nuova struttura da adattare a centro di aggregazione. Ma è necessario dare vita ad un progetto strutturale, non a termine».

Dai vertici della Cooperativa Sant'Ambrogio un appello alle istituzioni: qui c'è in gioco il futuro di 46 ragazzi autistici
Qui c’è in gioco il futuro di 46 persone affette da disabilità - «ma si calcola che nella sola Vigevano ci siano 700 persone disabili con diagnosi» - ai quali si offrono attività ricreative e socializzanti. Attività progettate per stimolare lo sviluppo personale e sociale degli individui. I laboratori di ceramica, teatro, pet-therapy, arteterapia e danza-movimento-terapia sono strumenti efficaci per esprimere emozioni, migliorare la creatività e favorire il benessere psicofisico. Ogni attività è pensata per incoraggiare l'interazione positiva tra i partecipanti, contribuendo così a costruire relazioni significative e a sviluppare competenze sociali. Le attività mirano a creare un forte legame con il territorio, facilitando l'integrazione e l’inclusione degli individui nella comunità e promuovendo un senso di appartenenza. «Non siamo qui a chiedere l’elemosina - conclude il presidente Zanetti - ma dare vita ad un progetto strutturale che vada avanti negli anni, per il bene di questi ragazzi, per le loro famiglie e per poter consentire anche ad altri ragazzi di frequentare il centro, la nostra palestra di inclusione. Perché il problema esiste, ed in termini numerici è rilevante».
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