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VIGEVANO
28 Maggio 2025 - 20:06
Andrea Ceffa all'arrivo al PalaElachem per la festa della pallacanestro
Il primo bagno di folla, Andrea Ceffa, l’ha vissuto poche ore fa, al PalaElachem. Come prima uscita ha scelto la festa della squadra di pallacanestro, alla quale è particolarmente affezionato, organizzata dalla società ducale per salutare la tifoseria dopo la conclusione di una stagione che ha visto la Elachem uscire sconfitta dai play-out contro Livorno e salutare la LegaDue.
Ma oltre all’abbraccio di molte persone che l’hanno salutato ieri sera al palazzetto, Ceffa (che poche ore fa ha ricevuto la comunicazione della revoca della sospensione della carica da parte del Prefetto di Pavia, ritornando così a tutti gli effetti in fascia tricolore di sindaco) dovrà fare i conti con la “rivolta” delle forze di opposizione (oltre ai guai di una maggioranza sempre più litigiosa) che danno pollice verso al suo ritorno sulla poltrona più importante del Palazzo.
Ad aprire le ostilità è stato il gruppo consiliare del Pd. “Consideriamo inaccettabile che Andrea Ceffa torni a ricoprire il ruolo di sindaco nonostante le gravi accuse a suo carico, che al momento non sono state ancora chiarite dalla magistratura. Ci chiediamo - si legge nel documento - con quale autorevolezza potrà ora rappresentare la città, sia all’interno che all’esterno dei confini comunali. L’unico gesto politico responsabile che ci saremmo aspettati erano le dimissioni, nell’interesse esclusivo della città. Solo così si sarebbe potuta restituire a Vigevano un’amministrazione credibile e stabile, attraverso un nuovo mandato popolare. Invece, si è scelto di anteporre gli interessi personali e quelli del proprio partito al bene comune, trascinando la città in una situazione di paralisi istituzionale, segnata da continui cambi di maggioranza e un totale vuoto di idee. Vigevano merita serietà, chiarezza e una guida all’altezza delle sfide che ha davanti”.
Contrarietà al ritorno del sindaco viene espressa anche da Italia Viva. “Il ritorno di Andrea Ceffa alla guida della città, in un contesto ancora segnato da un'inchiesta giudiziaria di tale portata, sarebbe inopportuno e rischierebbe di compromettere ulteriormente la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Comprendiamo che la revoca degli arresti domiciliari sia un atto dovuto da parte dell'autorità giudiziaria, ma il piano politico è ben altro. La nostra città ha bisogno di stabilità, di serenità e di una guida capace di operare nell'esclusivo interesse della comunità, libera da ombre e sospetti. Riteniamo che il presunto ritorno di Andrea Ceffa non favorirebbe un clima di necessaria fiducia e trasparenza. Chiediamo a tutte le forze politiche e civiche di Vigevano di agire con senso di responsabilità e di anteporre il bene della città a qualsiasi altra considerazione. È il momento di guardare avanti e di lavorare insieme per costruire un futuro in cui la legalità e la buona amministrazione siano i pilastri inequivocabili della vita pubblica”.
Sulla vicenda interviene anche il gruppo civico "Vigevano Prima di Tutto" con Piero Pizzi. "Il sindaco di Vigevano, Andrea Ceffa, arrestato sei mesi fa con l'accusa gravissima di corruzione, verrà scarcerato per decorrenza dei termini degli arresti domiciliari. Non perché sia stato scagionato. Non perché un giudice abbia detto che le accuse erano infondate. Ma semplicemente perché sono scaduti i termini. E allora cosa succede ora? Succede che Marzia Segù, che in questi mesi ha esercitato il ruolo di sindaco facente funzione, tornerà al suo posto di vicesindaco. Succede che Andrea Ceffa potrebbe tornare a dirigere la città, a firmare atti, a incassare lo stipendio da primo cittadino. Tutto questo mentre è ancora formalmente sotto processo per corruzione. Questa vicenda dimostra che non bastano le prove, non bastano le accuse, non basta la realtà. In Italia, quando scadono i termini, puoi pure tornare a occupare il tuo ufficio. E nessuno ha nulla da ridire. Ma noi no. Noi diciamo che è inaccettabile”.
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