Resta aggiornato
Cerca
la grana
05 Giugno 2025 - 16:43
Il cantiere è fermo da ormai diverso tempo e all’interno sono stati gettati anche alcuni rifiuti (foto di Jose Lattari)
Una vicenda lunghissima, iniziata oltre undici anni fa, e su cui adesso è arrivata una sentenza del Tar: il tribunale amministrativo si è pronunciato a favore della Lomellina Risorse srl, contro il comune di Gambolò. La vertenza riguarda una proprietà che si trova in una zona centrale della città, tra via Fiume e via Ospedale, dove un tempo c’era la casa di riposo, poi demolita. Il progetto prevedeva la costruzione di spazi commerciali (un supermercato) e di unità abitative, con tanto di parcheggi.
La società aveva presentato il permesso di costruire nel 2013 e nell’agosto di quell’anno erano partiti i lavori di scavo per i parcheggi. Nel 2014 la società aveva chiesto e ottenuto un permesso di costruire in variante, e poi nel 2016 era stato chiesto all’ente comunale una proroga di due anni del termine di fine lavori (fissato al 28 agosto 2018). In quel periodo la società aveva versato circa 200 mila euro al Comune per gli oneri di urbanizzazione, senza poi completare le opere contemplate nel progetto iniziale; in sostanza, erano stati realizzati solo i box interrati e una porzione di fabbricato.
L’area in cui sorgeva la vecchia casa di riposo è stata demolita, ma al suo posto non sono stati realizzati i nuovi immobili previsti dal progetto approvato oltre dieci anni fa: uno spazio commerciale che avrebbe dovuto ospitare un supermercato e altri spazi da adibire ad unità abitative, con relativi parcheggi. La zona è centralissima, tra via Fiume e via Ospedale; il cantiere è fermo da ormai diverso tempo e all’interno sono stati gettati anche alcuni rifiuti.
Nel marzo del 2021 la società aveva chiesto al Comune la restituzione degli oneri, ma l’ente locale, dopo aver consultato un legale, aveva respinto la domanda valutando che «il mancato completamento del progetto approvato – si legge negli atti – e l’esecuzione delle sole demolizioni avesse determinato, attraverso una sorta di variante non autorizzata, una trasformazione dei luoghi non rispondente alle prescrizioni dell’autorizzazione paesaggistica rilasciata e un rilevante squilibrio nel contesto di riferimento».
A settembre 2024 la società si è rivolta al Tar, chiedendo che il Comune restituisse una parte degli oneri di urbanizzazione, circa 164 mila euro, diritto che i giudici del tribunale amministrativo hanno riconosciuto (ma è stata respinta la richiesta relativa agli interessi maturati), accogliendo il ricorso.
«Questa è una vicenda amministrativa molto complessa e tecnica – spiega il sindaco Antonio Costantino – che abbiamo ereditato. Nel tempo c’erano stati gli interventi anche di altri enti, come ad esempio la Soprintendenza, che avevano espresso lo stesso parere del Comune. Abbiamo quindi ritenuto corretto aspettare che si esprimesse il Tar».
Il futuro dell’area? «Il permesso di costruire che era stato richiesto – precisa il primo cittadino di Gambolò – ora è scaduto. Occorrerà presentare un nuovo progetto».
L’Informatore Vigevanese - via Trento 42/b 27029 - Vigevano (PV)
Tel. 0381.69711 - informatore@ievve.com
Copyright(©) 2012-2024 Ievve S.r.l.
TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI. NESSUNA RIPRODUZIONE PERMESSA SENZA AUTORIZZAZIONE
Powered by Miles 33