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Vigevano

«Mi è stato negato il diritto di votare ai referendum»

L'odissea burocratica di una cittadina che si era trasferita a Vigevano a febbraio e non ha ottenuto in tempo la residenza

Bruno Ansani

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bruno.ansani@ievve.com

11 Giugno 2025 - 19:10

«Mi è stato negato il diritto di votare»

VIGEVANO - Si è trasferita a Vigevano a fine febbraio di quest’anno ma a giugno la sua pratica per il cambio di residenza non era ancora pronta e ai referendum non ha potuto votare. È l’ordinaria storia di assurdità burocratiche che vede coinvolta Claudia Caliciotti, 36 anni di origine laziale che però a Vigevano è arrivata dopo un periodo di residenza a Robecco sul Naviglio, a due passi dalla nostra città.

Le operazioni di scrutinio in un seggio cittadino

Oltre al danno, la beffa: «Al seggio mi hanno detto che per votare mi sarei dovuta recare ancora a Robecco, ma ho scoperto che nemmeno lì risulto iscritta alle liste elettorali. Credo sia grave che per lungaggini burocratiche una cittadina si ritrovi a non poter votare, scegliere il medico, insomma avere tutti i propri diritti garantiti», racconta.

Eppure, documenti alla mano, secondo il Ministero degli Interni la signora Claudia Caliciotti risulta iscritta nelle liste elettorali di Vigevano dal 20 maggio. E il Comune di Vigevano, con data 20 aprile, aveva pure prodotto e stampato una tessera elettorale a suo nome. E quindi l’elettrice si è recata al seggio convinta di poter votare ai cinque referendum. Cosa è andato storto allora? Se per il Viminale e l’ufficio elettorale del Comune di Vigevano era tutto a posto tanto da rilasciare la tessera con largo anticipo, il procedimento amministrativo per quanto riguarda il cambio di residenza non si era invece ancora concluso. Il 3 marzo di quest’anno l’ufficio anagrafe ha comunicato l’avvio della procedura e avvertito la cittadina del l’imminente accertamento da parte degli agenti della Polizia Locale.

«E in effetti pochi giorni dopo - spiega ancora Claudia Caliciotti - sono passati due volte da casa mia, ma io lavoro e non ero in casa. Hanno lasciato un avviso con il quale mi chiedevano di contattare telefonicamente gli uffici. Ma non mi hanno mai risposto, nemmeno alle mail che inviavo e con le quali chiedevo la possibilità di accordarci per poter essere presente. Ancora oggi non sono ancora cittadina residente a Vigevano».

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