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VIGEVANO

Tribunale, la partita non è ancora chiusa. «Ma dobbiamo alzare tutti la voce»

Dopo la conferma della riapertura di quattro presidi sponsorizzati dal politico di riferimento, il sindaco Ceffa convoca in Comune parlamentari e consiglieri regionali del territorio

Mario Pacali

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mario.pacali@ievve.com

30 Giugno 2025 - 18:40

Tribunale, la partita non è ancora chiusa. «Ma dobbiamo alzare tutti la voce»

la riunione di questa sera a Palazzo municipale

La partita non è chiusa. Ci sarà una seconda fase di riordino, ed in questa potrà rientrare anche il Tribunale di Vigevano. Lo ha detto questa sera l’onorevole Paola Chiesa, esponente di FdI, convocata dal sindaco Andrea Ceffa insieme ad altri parlamentari del territorio e consiglieri regionali del pavese per affrontare la questione dell’esclusione di Palazzo di Giustizia dal Ddl che dovrebbe approdare a breve in Consiglio dei Ministri. Un provvedimento che ha fatto imbufalire e non poco da queste parti, visto che i quattro Tribunali soppressi che dovranno essere riaperti, «non corrispondono a logiche tecniche, bensì politiche». Perché alle spalle di ogni presidio di giustizia che potrebbe riaprire i battenti, alle spalle ci sono sponsor politici di rilievo. Come sottolineato anche dall’Associazione Nazionale Magistrati: “le sedi indicate siano in territori vicini rispettivamente al sottosegretario Ostellari (Bassano del Grappa), al sottosegretario Delmastro (Alba), al viceministro Sisto (Lucera), al senatore Fdi Ernesto Rapani (Rossano Calabro)”.

E Vigevano, che al solito non ha santi in paradiso, resta fuori. «Una logica da Manuale Cencelli», ha sbottato l’avvocato Giuseppe Antonio Madeo, ultimo presidente dell’ordine forense cittadino, presente questa sera al vertice voluto dal sindaco Ceffa. «Una questione politica più che tecnica, con situazioni paradossali, vedi Bassano del Grappa, dove non c’è unanimità nella scelta di riaprire quel Tribunale», ha sottolineato il primo cittadino.

Inserirsi nella partita. Gli spazi, ha detto l’onorevole Chiesa, ci sono tutti. «Dobbiamo far sentire tutti la nostra voce, io per prima. E chiederò subito un confronto con il sottosegretario alla Giustizia Delmastro». Collegato da remoto anche l’onorevole Alessandro Cattaneo (Forza Italia), che si è soffermato sullo strumento scelto: il disegno di legge. «Uno strumento lento, con ampie possibilità di arenarsi. Ma questa non deve essere solo la battaglia di Vigevano, ma della Lombardia: paradossale che la regione più importante d’Italia, che chiede l’apertura di un solo ed unico suo Tribunale, venga esclusa». Un impegno ed un sostegno alla causa è stato espresso - anche in questo caso collegamento da remoto - dalla senatrice Maria Stella Gelmini (Noi Moderati). «Uniamo le forze e portiamo a casa questo obiettivo».

Regione Lombardia - presente con il sottosegretario Ruggero Invernizzi ed i consiglieri Andrea Sala e Claudio Mangiarotti - ha annunciato che coinvolgerà sulla questione il presidente Attilio Fontana. «La logica - ha detto Sala - dovrebbe essere o tutti o nessuno. Per questo sarà necessario coinvolgere in questa battaglia la massima espressione istituzionale, il presidente Fontana».

«Lavoriamo tutti nella stessa direzione - ha dichiarato invece Mangiarotti - dobbiamo riaprire il Tribunale di Vigevano. La partita non è ancora chiusa».

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