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VIGEVANO

Il caso via Marzabotto: gli allagamenti, la voragine e la caccia alla falla nella fognatura

Dopo gli interventi di questi giorni da parte di Asm, Est Sesia e Protezione Civile l'emergenza dovrebbe essere scongiurata

Bruno Ansani

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bruno.ansani@ievve.com

09 Luglio 2025 - 11:47

VIGEVANO - Una settimana con i piedi in ammollo, con un momento particolarmente critico domenica scorsa, in corrispondenza di un forte temporale. Giorni da incubo per i residenti di via Marzabotto, traversa di corso Torino, con cantine e cortili allagati da acqua misteriosa che - dopo qualche giorno - si è scoperto provenire dal vicino Diramatore Vigevano, più comunemente conosciuto come Canale Elena.

Ora il problema, dal punto di vista dell’emergenza, è stato risolto, ma se ne devono ancora comprendere le cause originarie (e risolverle). Sul fondo del diramatore, dopo lo svuotamento effettuato nei giorni scorsi, si è scoperta una voragine di 5-6 metri per lato, che è l’effetto di qualcosa che si deve ancora scoprire e che sicuramente attiene a una interferenza tra le acque del canale e il condotto fognario che serve la zona. Protezione Civile, Asm Vigevano e Lomellina con Pavia Acque e Consorzio Est Sesia sono al lavoro da giorni per mettere tutto a posto.

«Bisogna ringraziare tutti quelli che hanno lavorato, fin dal primo momento per tamponare l’emergenza e individuarne le cause», commenta il sindaco Andrea Ceffa. Resta la rabbia dei cittadini, furibondi per l’accaduto e stremati da giornate passate a svuotare d’acqua le cantine e i cortili. Dopo la prima “ondata” nella notte tra il 24 e il 25 giugno è arrivata domenica scorsa una seconda serata drammatica, quando il fortissimo temporale che ha colpito anche Vigevano ha provocato di nuovo le infiltrazioni d’acqua. Un caso complesso perché non si è trattato dell’esondazione di un corso d’acqua, ma di qualcosa di invisibile, proveniente dal sottosuolo.

Ieri un comunicato dell’amministratore unico di Asm Vigevano Lomellina, Enrico Beia, ha cercato di chiarire quello che è successo in questi giorni, specificando che «le cause dell’evento sono in corso di studio e, nel contempo, l’attività è prioritariamente finalizzata al ripristino delle condizioni di normalità delle strutture, degli impianti e del servizio, con la massima collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti».

Asm, si legge nella nota, da mercoledì 25 giugno «ha provveduto a effettuare immediatamente i primi scavi di verifica della fognatura privata di via Marzabotto nel punto prossimo alla connessione con la fognatura pubblica, accertando la consistente presenza di acque bianche nella condotta. Nei giorni successivi, in collaborazione con il Comune di Vigevano, l’Associazione Irrigazione Est Sesia e Pavia Acque, sono proseguiti gli accertamenti sulla rete fognaria e sulla rete irrigua superficiale, con “manovre” di riduzione delle portate dei canali irrigui effettuate grazie alla collaborazione anche dei gestori di consorzi privati. Dette operazioni erano finalizzate sia alla messa in sicurezza delle abitazioni di via Marzabotto, sia all’individuazione della provenienza del consistente flusso di acque bianche riscontrato nella fognatura».

In sostanza andando per esclusione si è capito che l’acqua arrivava dal diramatore. «Anche solo abbassandolo di pochi centimetri l’acqua dalle case spariva rapidamente», è anche la testimonianza del sindaco Ceffa. «Nel momento in cui sono state escluse altre provenienze - prosegue il comunicato dell’azienda di viale Petrarca - nel pomeriggio di venerdì 4 luglio Est Sesia ha avviato la riduzione dell’immissione di acque irrigue nel “Diramatore Vigevano”, canale di rilevante importanza per l’agricoltura del territorio in considerazione della consistente portata, in quel momento pressoché a pieno regime». Un’operazione si è concretizzata nella serata di lunedì 7 luglio, «allorché il minimo flusso ha permesso di verificare l’esistenza di una consistente interruzione della continuità della pavimentazione del canale (la vera e propria voragine, ndr) collocata diversi metri a monte del ponte del corso Torino. Da tale frattura, visibile solo ora in assenza del consistente flusso di acque presente in precedenza, le acque irrigue si infiltravano nel sottosuolo a molti metri di distanza, sino a raggiungere la tubazione fognaria posta a margine del tratto stradale pubblico». Gli interventi conseguenti e ancora in corso per almeno una settimana, hanno permesso di interrompere ogni connessione del diramatore con la rete fognaria e prevenire altri allagamenti. Ma ci sarà da lavorare per capire dove e come il condotto fognario presenta problemi e programmare un intervento definitivo.

Un’asciutta di un canale di irrigazione nel bel mezzo della stagione: un bel guaio per l’Associazione irrigazione Est Sesia, che gestisce buona parte della rete di corsi d’acqua del territorio, tra i quali il diramatore Vigevano (canale Elena). A descrivere le operazioni in corso è Andrea Girondini, dirigente tecnico dell’Est Sesia. «Quando abbiamo avuto la certezza che ci fosse comunicazione tra il diramatore e la fognatura, che passa qualche metro sotto al diramatore abbiamo dovuto per forza procedere all’asciutta, che dovrebbe durare circa una settimana. Nel frattempo abbiamo cercato il modo di non far mancare l’acqua ai campi alla zona servita, che in questo caso è quella di Gambolò».

«La prossima settimana, tra martedì e mercoledì, dovremmo procedere alla reimmissione delle portate di irrigazione non prima di aver ovviamente demolito la parte che ormai era semplicemente appesa e non aveva più consistenza - prosegue Girondini - Ricostruiremo una vasca di smorzamento al posto del buco, che garantirà la sicurezza delle portate sotto il ponte. Nel contempo si sta effettuando il rifacimento della sponda ammalorata, che già adesso è stata asportata e così ci mettiamo nelle condizioni, dal punto di vista del canale irriguo, di avere più interconnessioni con la problematica della rete fognaria».

E se dovesse piovere di nuovo? «Non ci saranno problemi proprio perché non c’è più alcuna interferenza tra canale e fognatura», afferma deciso Girondini, spiegando che non «si tratta sicuramente di una rottura improvvisa ma di una situazione che si è creata negli anni, in modo totalmente invisibile fino a quando, si potrebbe dire, è venuto via il tappo ed è successo quello che è successo». In tutti questi giorni di emergenza, conclude Girondini, «abbiamo collaborato con Asm Vigevano Lomellina e Pavia Acque per risolvere il problema. Non era semplice perchè il reticolo di corsi d’acqua in questa zona non è non è di poco conto e solo quando si è avuto la certezza assoluta che vi era una interconnessione con la fognatura è stato prosciugato il canale, che è uno dei più grandi e in questa stagione c’è anche il pericolo di mandare all’aria i raccolti, con danni da milioni di euro».

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