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VIGEVANO

Petizione di trenta aziende: “Senza connessione veloce non si compete»

Le imprese dell'area industriale di corso Pavia-via Perugino unite per la banda larga. Ma la città rischia di perdere il treno dell’innovazione

Bruno Ansani

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bruno.ansani@ievve.com

30 Luglio 2025 - 20:00

Petizione di trenta  aziende: “Senza connessione veloce non si compete»

VIGEVANO - Siamo sicuri che il problema delle infrastrutture della nostra città sia soltanto una questione di strade, ponti e ferrovie? Si direbbe di no, a giudicare dall’accorato appello inviato al Comune da una trentina di aziende che operano nella vecchia zona di insediamento industriale di corso Pavia-via Perugino, che bramano una connessione internet veloce.

La zona industriale di corso Pavia-via Perugino

Un problema che riguarda anche altre zone produttive della città, come quella di via Oroboni-Montebello o quelle più recenti, sorte in fondo a corso Torino e corso Novara. Ci mancano le strade? No, ci mancano le autostrade digitali adeguate, indispensabili per lavorare, competere e attrarre nuove aziende in città. Per le imprese di oggi, qualunque sia la loro attività, la connettività ha lo stesso valore degli allacciamenti elettrici, del gas, dell’acqua.

Per questo le aziende presenti in quella che una volta si chiamava “Area Pip (piano insediamenti produttivi)” hanno firmato una petizione rivolta al Comune. A fare da portavoce di queste imprese è Gabriele Porro, dell’omonima azienda di creazioni grafiche: «In questa zona - dice - la connessione veloce è necessaria per chi fa industria 4.0 e quindi automazione, per chi lavora su siti web, chi lavora su file caricati su server remoti, insomma serve a tutti. Attualmente abbiamo una velocità di download di 27 mega e di upload a 3. Chiediamo almeno 100 megabyte, tenendo conto che a Milano si viaggia su 5-600. Conosco imprese che vorrebbero lasciare Milano e potrebbero essere interessate a trasferirsi in territori come il nostro, ma sono frenate da questo limite».

La fibra non arriva perché agli operatori non conviene: chilometri di cavi per 30 utenze quando con tre palazzi in cinquanta metri possono raccoglierne il triplo. E quindi, che fare? Il sindaco Andrea Ceffa si dice consapevole del problema. «Quando siglammo l’accordo con Open Fiber, poi non perfezionato perchè persero i finanziamenti statali, inserimmo una priorità alle zone industriali. Da parte nostra c’era e c’è massima disponibilità anche ad offrire le reti sottocavi di Asm. Quello che penso di fare è pubblicare un avviso rivolto agli operatori perchè realizzino interventi nelle nostre zone produttive. Ma le stesse imprese, ora che si stanno muovendo insieme, rappresentano una massa critica che potrebbe ottenere attenzione da parte delle aziende che operano in questo campo».

Ma c’è da correre perchè la rivoluzione digitale non aspetta e se si osservano le mappe di AgCom sulla copertura con fibra si scopre che comuni del circondario molto più piccoli, da Mortara a Cilavegna a Garlasco sono messi molto meglio di Vigevano.

 

E I MINI- CANTIERI PER LA FIBRA FANNO ARRABBIARE I CITTADINI

Se la fibra non arriva nelle zone industriali, è invece tutto un fiorire di mini cantieri nelle vie della città, soprattutto in periferia. A intervenire è FiberCop, operatore leader in Italia nel settore dell’accesso fisso a banda larga. Ma i lavori spesso lasciano i cittadini scontenti: si scava, si infilano i cavi e si richiude con una passata di cemento, senza riasfaltare la strada.

I lavori effettuati in aprile in via Enrico Toti

È quanto, ad esempio, segnalano i residenti in via Enrico Toti, una traversa privata di via Olivelli (che si trova nelle medesime condizioni, così come molte altre vie della città): i risultati del cantiere, con lavori effettuati tre mesi fa intorno a Pasqua, sono quelli che visibili nell'immagine. Non è il Comune a regolamentare i lavori, poiché gli operatori, forti delle semplificazioni contenute nell’ultimo aggiornamento del Decreto Scavi, risalente al 2023, agiscono con mani piuttosto libere. Ad esempio chiedendo solo un permesso generico e senza comunicare alcuna programmazione dei lavori. Tuttavia - spiegano il sindaco Andrea Ceffa e il responsabile comunale del Servizio Urbanizzazioni, Riccardo Cinà - i ripristini sono obbligatori e in alcuni casi sono stati realizzati o sono in corso». Ma ci vuole tempo, «perché ci sono necessità di assestamento del terreno e perché l’azienda cerca di raggruppare questi interventi e non farne uno alla volta». Il sindaco Ceffa invita comunque i cittadini «a segnalare, anche attraverso il form presente sul nostro sito istituzionale, le situazioni più critiche, perchè non sempre i lavori vengono effettuati a regola d’arte e in questi casi noi sollecitiamo FiberCop a sistemare: l’interlocuzione con i nostri uffici è quasi settimanale e possiamo essere tempestivi».

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