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Ancora guai per l’ex discarica della Belcreda: un incendio danneggia il fotovoltaico

Il sindaco: «Quella fu una scelta disastrosa, ne paghiamo ancora le conseguenze». I costi di gestione post chiusura rimangono elevati. Il Comune pronto a rivolgersi ancora alla Regione

Ilaria Dainesi

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ilaria.dainesi@ievve.com

31 Luglio 2025 - 10:28

Ancora guai per l’ex discarica della Belcreda: un incendio danneggia il fotovoltaico

I segni del rogo dei giorni scorsi dall’esterno dell’ex discarica della Belcreda (foto di Jose Lattari)

Continuano i problemi all’interno dell’ex discarica della Belcreda. In questi anni sono stati diversi gli interventi straordinari – la maggior parte dei quali realizzati utilizzando fondi regionali – che sono stati previsti per mettere in sicurezza il sito. Qui, tra il 1992 e il dicembre 1998, vennero conferiti rifiuti solidi urbani provenienti da tutta la Lombardia – si stima un milione e 700 mila tonnellate di rifiuti. Successivamente, venne avviata la fase di “post-discarica”, che dovrebbe avere una durata di trent’anni, e terminare quindi nel 2028. I costi di gestione post chiusura sono sempre stati piuttosto alti, a partire dal problema del trasporto e dello smaltimento in appositi impianti del percolato, che continua a venir prodotto.

Ora si aggiunge un nuovo problema, come racconta il sindaco di Gambolò Antonio Costantino: «Domenica pomeriggio – riferisce – si è verificato un incendio all’interno dell’ex discarica, che ha coinvolto anche l’impianto fotovoltaico installato sopra la discarica. Sono intervenuti i vigili del fuoco per domare il rogo, e al momento non sappiamo quali siano le cause. Potrebbe essere stato un cortocircuito o altro. Ora, però, si è creato un danno all’impianto, che è funzionante ed è gestito da una società terza. Sono sempre stato critico verso questa scelta del fotovoltaico, che fu fortemente voluta dall’allora sindaca Elena Nai, nonostante già all’epoca ci fossero delle perplessità. Questo ennesimo fatto – continua il primo cittadino di Gambolò – conferma la mia idea: è stata una scelta strategica disastrosa, che ha comportato, e che comporta anche oggi, delle conseguenze economiche per il nostro Comune e per i cittadini, perché parliamo di costi che vengono riversati ogni anno sulla Tari».

Nel maggio del 2022 la Regione stanziò, a fronte di un progetto presentato dall’amministrazione Costantino, 2,8 milioni di euro per finanziare i lavori “urgenti” di ripristino e di messa in sicurezza dei sistemi di captazione, stoccaggio e combustione del biogas, per il rinforzo delle sponde e per la realizzazione di sistemi di controllo e sorveglianza all’interno del sito.

Gli interventi sono stati appaltati (la contabilità relativa al quarto stato di avanzamento lavori è stato approvato pochi giorni fa), e uno dei più importanti ha riguardato il “bosco tre Cantoni”, un lato della discarica in cui sono state effettuate delle opere di rafforzamento, con palificazione, per evitare che potesse franare quella parte. «Ora stiamo studiando – spiega il primo cittadino di Gambolò – la possibilità di chiedere un ulteriore contributo alla Regione per il rifacimento delle vasche di raccolta del percolato».

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