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"Il nostro Giubileo dei Giovani": i racconti dei vigevanesi presenti all'evento

Dall’allegria contagiosa per le strade di Roma alla veglia a Tor Vergata: le testimonianze di chi ha vissuto il primo grande evento della gioventù sotto il nuovo Papato.

mattia bianchi

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06 Agosto 2025 - 18:00

"Il nostro Giubileo dei Giovani": i racconti dei vigevanesi presenti all'evento

Una veduta della spianata di Tor Vergata prima della veglia di preghiera con Papa Leone XIV

25 anni fa li chiamavano i "Papaboys". Oggi, una nuova generazione - alcuni di questi figli dei reduci della GMG svoltasi sulla stessa spianata di Tor Vergata a Roma alla presenza di Giovanni Paolo II - ha rivissuto la stessa esperienza con Leone XIV. Una ventata di gioia, allegria ma anche raccoglimento e meditazione ha invaso la Capitale negli scorsi giorni. In questa grande moltitudine anche 120 giovani del territorio, che accompagnati dal Vescovo Gervasoni e dai sacerdoti Antonio Mercuri, Christian Baini, Riccardo Campari, Massimo Fusari e Alessio Casoni hanno rappresentato la Diocesi di Vigevano.

Molti i ricordi indelebili in appena quattro giorni sono rimasti nelle menti. “Due anni fa stavo per partire per la Gmg di Lisbona ma poi non ci andai - racconta Andrea Pizzi, 20 anni -. Stavolta però non potevo perdermi il Giubileo dopo che i miei amici dell’oratorio di Cilavegna mi hanno convinto già alcuni mesi fa”. Tra i primi fattori che hanno impressionato Andrea la perfetta concordia tra persone, sebbene di Paesi e culture diverse. “Porterò sempre nel cuore il fatto che ci fosse una facilità disarmante di creare così tanti collegamenti: veri, reali, non virtuali - aggiunge -. Forse questo che manca alla nostra generazione, inoltre non dimenticherò certamente la parole del Papa, sul fatto che bisogna aspirare a strade difficili”.

A sinistra: la festa dei pellegrini lombardi alla Basilica di San Paolo Fuori le Mura. A destra: pellegrini della Diocesi di Vigevano accampati a Tor Vergata in attesa della veglia 

Questo evento è stato però anche occasione di condivisone di esperienze personali, come racconta Beatrice Ferri, 22 anni. “Il sabato c’era alla Basilica San Paolo fuori le Mura la giornata di preghiera dei pellegrini dalla Lombardia - racconta - e in quella circostanza abbiamo sentito diverse testimonianze di fede”. Tra le varie storie, Beatrice ne ricorda una in particolare: “Una ragazza era caduta in depressione dopo un grave lutto in famiglia, perdendo pure la voglia di vivere. Poi - aggiunge - durante una veglia di Pasqua ha riscoperto la Fede ed è di fatto rinata e mi ha commosso tanto”. Indimenticabile poi la veglia di sabato sera, dove Beatrice è stata travolta da un continuo di canti e balli anche tra persone di diversa provenienza.

Il Giubileo dei giovani ha lasciato il segno anche a Pietro Mascherpa, 26 anni. “Per me non è una realtà totalmente nuova, in quanto io venivo dall’esperienza dell’ultima GMG di Lisbona - spiega -. Quello che mi porterò dietro è sicuramente il significato appieno della parola Giubileo, in quanto è stata una gioia in poco tempo ma ricco di azioni che portano felicità, compreso il lungo cammino che abbiamo fatto per andare a Tor Vergata”. Una tre giorni di insegnamenti preziosi per il futuro. “Sicuramente l’interfacciarsi con una generazione di coetanei come me da paesi e contesti sociali e personali differenti - conclude - mi ha reso più responsabile verso i ragazzi che seguo all’oratorio”.

A sinistra: un'altra veduta dell'area di Tor Vergata il sabato pomeriggio.  A destra: un pellegrino con la bandiera distintiva della Diocesi di Vigevano e il titolo del Giubileo 2025 "Pellegrini di speranza"

E proprio il confronto reciproco specie con pellegrini provenienti da aree difficili del mondo ha reso l’esperienza indimenticabile. “All’evento dei pellegrini lombardi sono intervenute tre ragazze palestinesi di Betlemme gemellate con l’Azione Cattolica di Milano - racconta Cristina Bocca Corsico Piccolino, 26 anni scout con il Gruppo FSE -. La loro presenza al Giubileo mi ha fatto capire quanto a volte la Fede aiuta soprattutto in situazioni molto difficili. Loro, infatti, non smettono di credere nella pace e lo hanno dimostrato nel varcare in lacrime la Porta Santa”.

In tutti, poi, ha suscitato grande emozione il momento della veglia di sabato sera. Punto apicale della serata l’adorazione del Santissimo Sacramento da parte di Papa Leone su cui è calato un lungo minuto e forse più di silenzio spezzato solo dal traffico romano di fondo. Questo è stato, tra partecipazione e cammino, il Giubileo dei giovani vigevanesi.

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