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Gambolò, lavori in Castello: è scontro aperto in consiglio

Botta e risposta sulle tempistiche di progetto e intervento. Il sindaco sbotta contro la minoranza: «Argomenti già discussi più volte, cercate solo visibilità»

Ilaria Dainesi

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ilaria.dainesi@ievve.com

07 Agosto 2025 - 14:27

Gambolò, lavori in Castello: è scontro aperto in consiglio

Si è assistito all’ennesimo scontro venerdì scorso in consiglio comunale a Gambolò. All’ordine del giorno c’erano tre interpellanze presentate dalle consigliere di minoranza Elena Nai, Helena Bologna e Alessandra Zerbi. Tra queste, anche una dedicata ai lavori di riqualificazione di Castello Litta, dove l’amministrazione Costantino ha progettato il trasferimento degli uffici comunali. «Dal primo gennaio 2023 – ha incalzato la consigliera Nai (Fratelli d’Italia) – paghiamo un mutuo, ma i lavori sono fermi da febbraio 2022. Durante uno degli ultimi consigli, l’assessore Viola parlava di un progetto inviato alla Soprintendenza e di valutazioni in corso. Quando e quale progetto è stato presentato? E quali sono le tempistiche previste per i prossimi interventi di recupero?».

A rispondere è stato il sindaco, che ha subito sollevato una questione formale, poi contestata dalla consigliera Nai: «I quesiti posti hanno natura di interrogazione. Comunque, l’unico intento di queste interpellanze è la visibilità personale – ha dichiarato Costantino – Abbiamo già discusso questi contenuti lo scorso luglio, e anche in precedenza. Lo ripeto: i lavori non sono iniziati perché il progetto, trasmesso ad aprile dell’anno scorso, è attualmente oggetto di valutazione da parte della Soprintendenza. Solo dopo il parere si potrà pianificare l’intervento».

La consigliera Nai ha replicato: «La Soprintendenza ha 180 giorni di tempo per rispondere, poi c’è il silenzio assenso. È gravissimo che dopo tutto questo tempo non si sappia nulla. Ci sono problemi al tetto, il ristorante ha segnalato le infiltrazioni. Ricordo che dobbiamo cercare di attirare le attività, non farle scappare».

Frizioni anche sugli altri due argomenti affrontati in aula, a partire dal controllo di vicinato. Il primo cittadino ha spiegato che il progetto è fermo, perché sono arrivate solo dieci adesioni (una dalle frazioni). «Non ci sono le condizioni minime per partire – ha spiegato il sindaco –, in autunno riapriremo i termini e speriamo di raggiungere abbastanza adesioni». Ma secondo la minoranza la proposta non è stata comunicata in modo adeguato alla popolazione.

Il primo cittadino ha inoltre risposto alle critiche sui costi sostenuti (21.300 euro) per la comunicazione istituzionale, giudicati dall’opposizione «spropositati». «Non è così, sono in linea con i prezzi di mercato – ha replicato il primo cittadino Costantino – La società che ha ottenuto l’affidamento lavora con importanti istituzioni pubbliche e società private. Le fatture presentate corrispondono». La consigliera di opposizione Helena Bologna ha voluto rimarcare come a suo avviso ci sia una «sproporzione tra il costo sostenuto e le reali necessità del Comune – ha detto – Il servizio comunque è stato talmente efficace che non lo avete rinnovato».

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