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Vigevano: dopo il sondaggio, si attiva una rete civica per la sicurezza

Il progetto, promosso da Helena Bologna (Forza Italia), non avrà etichette politiche. Le segnalazioni sulle zone più critiche della città

Ilaria Dainesi

Email:

ilaria.dainesi@ievve.com

18 Agosto 2025 - 10:25

Vigevano: dopo il sondaggio, si attiva una rete civica per la sicurezza

A Vigevano l’iniziativa nata poche settimane fa da una proposta di Forza Italia sul tema della sicurezza percepita dalle donne, si sta trasformando in un progetto civico più ampio, che ha l'obiettivo di coinvolgere l’intera comunità. Dopo la raccolta di segnalazioni e testimonianze tramite un modulo online, la promotrice Helena Bologna consigliere comunale di minoranza a Gambolò (Fi) – ha annunciato che il percorso non avrà etichette di partito e sarà aperto al contributo di cittadini, associazioni e realtà del volontariato.

Il progetto si chiamerà “Vigevano Sicura per i cittadini” e avrà come scopo quello di costruire una rete di sostegno, prevenzione e ascolto. «Sono profondamente colpita dal numero di persone che hanno voluto aderire, contattarmi e raccontare le proprie storie – ha dichiarato Bologna –. Non possiamo limitarci a un percorso ristretto, ma dobbiamo aprirci a tutta la cittadinanza. Il nostro impegno sarà quello di costruire insieme una rete di protezione e di solidarietà, che metta al centro le donne ma che sia inclusiva di tutti, perché nessuno deve sentirsi solo o senza voce».

Cosa è emerso dal sondaggio

Il primo report è aggiornato a metà agosto (hanno risposto 60 persone in una settimana):

  • il 91% delle sessanta donne che hanno risposto dice di aver provato paura o disagio almeno una volta in città;
  • i momenti percepiti come più rischiosi sono soprattutto la sera (72%), ma non mancano segnalazioni anche al pomeriggio e al mattino;
  • le cause più ricorrenti riguardano la presenza di persone moleste, gli sguardi insistenti e il catcalling, la scarsa illuminazione e, in alcuni casi, vere e proprie aggressioni fisiche.

Le zone più citate come problematiche sono piazza Ducale e il centro storico, la stazione ferroviaria, le periferie e alcune strade isolate. Anche parchi e aree gioco vengono descritti come luoghi degradati e poco sicuri.

Le richieste delle donne

Dalle risposte emergono alcune priorità:

  • più controlli delle forze dell’ordine, a piedi e non solo in auto;
  • migliore illuminazione delle vie;
  • applicazione rigorosa delle norme, con pene più severe;
  • interventi non solo repressivi ma anche culturali e sociali, come eventi e iniziative di integrazione.

Un punto che divide è la proposta di un gruppo di mutuo aiuto chiamato “Ti accompagno”, in cui alcune donne si rendono disponibili ad accompagnarne altre negli spostamenti serali: il 59 per cento si dice favorevole, ma il 41 per cento la considera una rinuncia ingiusta alla libertà di muoversi senza “scorta”.

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