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VIGEVANO

Nordio: «Nella riforma giudiziaria ascolteremo anche i territori. C’è spazio per Vigevano»


Il ministro della Giustizia apre alla possibilità di includere anche il nostro Tribunale nella revisione della geografia giudiziaria. L’interrogazione della senatrice Mariastella Gelmini riaccende le speranze.

Mario Pacali

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mario.pacali@ievve.com

23 Settembre 2025 - 17:27

Nordio: «Nella riforma giudiziaria ascolteremo anche i territori. C’è spazio per Vigevano»


Al netto delle variabili necessariamente insite nell’iter parlamentare che lo schema di disegno di legge dovrà seguire, è nella prossima fase di attuazione della delega che si potrà tenere conto - come senz’altro si farà - delle diverse istanze provenienti dai territori”, compresa quella del “territorio che prima faceva capo agli uffici giudiziari di Vigevano”. Lo ha scritto il Ministro della Giustizia, l’onorevole Carlo Nordio, rispondendo ad un’interrogazione presentata dalla senatrice Maria Stella Gelmini, esponente di Noi Moderati. Un’istanza che la stessa senatrice aveva annunciato ad inizio luglio, intervenendo da remoto al vertice convocato a Palazzo municipale dal sindaco di Vigevano, Andrea Ceffa, che aveva convocato esponenti regionali e parlamentari per sollecitare il governo a centrale a sposare la causa del ripristino del nostro Palazzo di giustizia, uno dei presidi cancellati dalla scellerata riforma giudiziaria. «Uniamo le forze e portiamo a casa l’obiettivo», aveva detto in quella occasione Gelmini.

La senatrice Mariastella Gelmini (Noi Moderati) ha presentato un'istanza al Ministro Nordio sulla riapertura del Tribunale di Vigevano

Che ha quindi incalzato il Ministro con una interrogazione a risposta scritta presentata il 10 luglio scorso, con la quale - dopo aver delineato nei dettagli la situazione del Tribunale di Vigevano prima della chiusura, “i più grandi uffici giudiziari” cancellati dalla riforma e sottolineato il forte flusso migratorio registrato in città unito ad un aumento di macro e microcriminalità in forma associativa che ha interessato la città “oggi considerata ad alta infiltrazione mafiosa” - ha chiesto entro quali termini si intendono da parte del ministro e del governo, ripristinare gli uffici giudiziari della nostra città, “eventualmente mediante l’accorpamento di territori limitrofi”.

La revisione della geografia giudiziaria, ha sottolineato il Guardasigilli nella sua risposta, “è un tema molto caro a questo governo, come dimostra la recente approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, del disegno di legge recante “Disposizioni in materia di circoscrizioni giudiziarie”. Si tratta - ha aggiunto Nordio - di un progetto che si prefigge l’ambizioso obiettivo di redifinire l’assetto territoriale degli uffici giudiziari di primo e secondo grado, ripristinando una giustizia di prossimità senza, al contempo, che l’efficienza del sistema giudiziario ne possa risentire, ed anzi mirando a fornire un servizio per rapido ed efficace per il territorio”. Ed è questa, ha ribadito il Ministro, la linea adottata dal governo centrale, “predisponendo una proposta che combina previsioni ad effetto immediato (come quelle che prevedono l’istituzione degli uffici, giudicante e requirente, di Bassano del Grappa e quelle che ripristinano alcuni uffici soppressi dalla riforma del 2012) con una delega ad ampio respiro”.

Ma erano state proprio queste linee a scatenare, ad inizio luglio, la reazione di Vigevano, visto che i quattro Tribunali soppressi che dovranno essere riaperti, «non corrispondono a logiche tecniche, bensì politiche». Perché alle spalle di ogni presidio di giustizia che potrebbe riaprire i battenti,  ci sono sponsor politici di rilievo. Come sottolineato anche dall’Associazione Nazionale Magistrati: “le sedi indicate siano in territori vicini rispettivamente al sottosegretario Ostellari (Bassano del Grappa), al sottosegretario Delmastro (Alba), al viceministro Sisto (Lucera), al senatore Fdi Ernesto Rapani (Rossano Calabro)”.

E Vigevano, che al solito non ha santi in paradiso, resta fuori. «Una logica Manuale Cencelli», come aveva sottolineato nel corso di quella riunione di luglio l’avvocato Giuseppe Antonio Madeo, ultimo presidente dell’ordine forense cittadino.

Carlo Nordio, ministro alla Giustizia del governo Meloni

La delega ad ampio respiro cui fa riferimento il titolare del dicastero alla Giustizia, “prevede una riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari informata ad una serie di principi e criteri direttivi che vanno dalla valorizzazione dell’estensione territoriale ad un’attenzione alle variegate esigenze degli abitanti del territorio, la quale passerà attraverso uno studio capillare delle peculiarità del territorio in termini di verifica della presenza di circuiti detentivi, di stima del tasso di criminalità dei diversi Comuni, di apprezzamento dell’impatto della criminalità organizzata anche in relazione al rischio di infiltrazioni dai territori contigui, di accertamento dei flussi turistici e migratori, senza trascurare la collocazione geografica di Comuni in cui esiste un impulso economico che rappresenti un’ingente risorsa produttiva per il Paese”.

«Richiamo tutti i parlamentari del territorio all'impegno assunto durante l'ultimo incontro in Comune a Vigevano ed anche agli impegni assunti in campagna elettorale a favore della battaglia per la riapertura del Tribunale. Non appena il DDl approderà in parlamento mi aspetto una predisposizione di uno specifico emendamento che chieda l'inserimento di Vigevano tra i tribunali da riaprire, oltre a quelli già annunciati, considerato che è quello che risponde più di tutti gli altri ai requisiti richiesti», ha detto il sindaco di Vigevano, Andrea Ceffa.

«Ringrazio per l'impegno la Senatrice Mariastella Gelmini. L’iniziativa è frutto di un lavoro attento e di un forte legame di Noi Moderati con il territorio - interviene Daniela Bio, segretario provinciale di Noi Moderati - Grazie alla sinergia di tutti, vogliamo che questo percorso si traduca in un risultato concreto: ridare a Vigevano e a tutto il territorio il Tribunale».

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