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VIGEVANO

Righi, il debutto: votate gli uomini, non i partiti

Ieri sera la presentazione del primo candidato sindaco davanti ad una settantina di persone. «Una città che non è più città. Possiamo cambiare: se resteranno in carica ancora questi, io me ne torno in Sardegna, ma invito anche voi a scappare...»

Mario Pacali

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mario.pacali@ievve.com

26 Settembre 2025 - 12:40

Righi, il debutto: votate gli uomini, non i partiti

“Da qui è partito tutto, più di 25 anni fa, con quella bellissima esperienza che fu la lista civica”. E da lì, dalla pasticceria Dante di via Madonna Sette Dolori, è ripartita ieri sera la discesa in campo di Gabriele Righi, ex commerciante con un sogno, un preciso obiettivo: diventare sindaco di Vigevano. «Una città piena di problemi, trascurata in questi mandati amministrativi». E senza stilare l’elenco delle criticità che sono sotto gli occhi di tutti, Righi ha chiamato a raccolta i cittadini. Che già in una settantina hanno risposto all’appello, presenziando al suo debutto. «Se un ometto come ha il seguito di questa sera, immaginate cosa possiamo fare insieme… Occorre ridare benessere, valorizzare i nostri patrimoni storico-artistici-ambientali, far ripartire l’economia. Vigevano deve tornare a vivere. Deve tornare ad essere una città che attrae, che offre eventi. Ricordo l’esperienza di “Vigevano è”: eravamo un gruppo di boy-scout che ogni ultima domenica del mese organizzavamo un evento a tema, con centinaia di espositori ed una città viva, le vie del centro piene di gente, i negozi aperti. Poi “Vigevano è” è stata presa dal Comune ed è stata distrutta».

Gabriele Righi, ieri sera ha annunciato ufficialmente e pubblicamente la sua discusa in campo: voglio diventare sindaco di Vigevano

«Dobbiamo rilanciare la nostra città, coinvolgere tutto il centro, ridare luce a quelle strade che oggi sono spente. Purtroppo - ha aggiunto - parlando in queste settimane con tante, tantissime persone, ho riscontrato che c’è stata poca sensibilità e attenzione da parte di chi ha governato Vigevano in questi anni. E quello che vediamo oggi è una città che non è città». Già nella serata di ieri numerose persone hanno lasciato un recapito telefonico al fine non solo di partecipare ai futuri incontri, ma anche per mettersi a disposizione per stilare un programma di governo. «Oltre ai partiti - ha detto sempre Righi - ci sono gli uomini. E sono gli uomini da votare, non i simboli».

«Ho lasciato la Sardegna, un paradiso, per l’amore per la mia città. Voglio diventare sindaco di Vigevano e mi fermerò qui sino alle elezioni. E spero di rimanerci per i prossimi cinque anni. Se invece resteranno in carica gli stessi, io me ne vado, ma invito anche voi a scappare…»

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