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Ex discarica della Belcreda: ma quanto ci costi...

Il comune di Gambolò chiede alla Regione altri soldi, un milione e 280mila euro, per rifare il “capping”. Le infiltrazioni sarebbero causate dall'impianto fotovoltaico. Sulle responsabilità è rimpallo

Ilaria Dainesi

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ilaria.dainesi@ievve.com

07 Novembre 2025 - 11:36

Ex discarica della Belcreda: ma quanto ci costi...

L’ex discarica di rifiuti solidi urbani si trova alla frazione Belcreda; i cedimenti sono iniziati nel 2002 e la parte più critica è proprio quella dove si trova il parco fotovoltaico

Serviranno altri soldi, e parecchi, per far fronte a agli interventi urgenti e straordinari all’interno dell’ex discarica della frazione Belcreda, che era stata attiva dal 1992 al 1998. E l’amministrazione del sindaco Antonio Costantino ha bussato alla porta della Regione, chiedendo ulteriori fondi per poter avviare i nuovi lavori, stimati in un milione e 281mila euro. Il problema ora è rappresentato dalle infiltrazioni sulla copertura del corpo discarica, chiamato “capping”, con l’ingresso delle acque piovane nel corpo rifiuti e, di conseguenza, la produzione di ulteriore percolato che deve poi essere periodicamente smaltito. Una situazione che, oltre a far lievitare i costi di gestione (che sono di oltre 300mila euro l’anno), determina «reali rischi di contaminazione delle matrici ambientali sottostanti», si legge nella documentazione.

È quindi necessario procedere con un rifacimento del capping, e poi avviare una serie di interventi che porteranno alla messa in sicurezza permanente dell’ex discarica. Si tratta di lavori che il Comune conta di poter avviare nell’aprile del prossimo anno, per poi concludersi a marzo 2028. Delle condizioni dell’ex discarica si parlerà presto anche in aula, perché il consigliere di minoranza del gruppo “Uniti con SìAmo GambolòDavide Mazzucco (Pd) ha presentato un’interpellanza, chiedendo di fare il punto sulle attuali criticità e sugli interventi che si intendono eseguire, e i dettagli sul contratto e sul canone di locazione dell’impianto fotovoltaico collocato sopra la discarica.

Sulle passate scelte legate alla gestione della discarica si è da tempo innescata una polemica politica. Il sindaco ha più volte evidenziato, criticando duramente, la scelta di collocare l’impianto fotovoltaico sopra la discarica, perché il peso dei pannelli avrebbe causato gli attuali problemi legati alle infiltrazioni. L’intervento risale al 2010, quando era sindaca Elena Nai, oggi all’opposizione.

È la stessa Nai nei giorni scorsi a difendere il proprio operato, parlando di «scelte basate su competenza, non su slogan», ricordando come il progetto fu «validato da una commissione di tecnici qualificati, non da “esperti da tastiera” o consulenti della polemica permanente – dichiara la consigliera Nai (FdI) – Negli ultimi giorni il sindaco Costantino ha deciso di riscrivere la storia amministrativa della città, insinuando che durante il mio mandato (2008–2013) il progetto riguardante la discarica avrebbe causato cedimenti strutturali. Quel progetto ha garantito 51mila euro l’anno di entrate per il Comune. Se in seguito si sono verificati problemi strutturali, la domanda è semplice: chi era responsabile della manutenzione? (...) Scaricare colpe su chi ha amministrato dieci o quindici anni fa è comodo. Molto meno comodo – conclude Nai – è spiegare cosa non è stato fatto dopo».

Il sindaco controbatte: «Il progetto fu realizzato male – spiega – e oggi ci troviamo a fronteggiare questa situazione. Non si può parlare per assunti personali, quanto affermo, invece, è basato su riscontri tecnici. Purtroppo, la relazione degli esperti parla chiaro, e i funzionari regionali hanno avvallato le nostre preoccupazioni, perché rischiamo di dover sborsare cifre impressionanti. Ci saranno altri incontri in Regione e speriamo si arrivi a finanziare l’intervento. Se la consigliera Nai rivendica le scelte fatte all’epoca, vorrà dire che sapremo a chi dare la colpa».

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