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VIGEVANO: OGGI LA CERIMONIA

Una targa all'ingresso del blocco operatorio e un ritratto nella quadreria per il benefattore

Giuseppe Colli, 85 anni, operaio di Cilavegna, alla morte ha lasciato quasi un milione e mezzo all'ospedale

Claudio Bressani

Email:

claudio.bressani@ievve.com

26 Novembre 2025 - 21:02

Una targa all'ingresso del blocco operatorio e un ritratto nella quadreria per il benefattore

Le autorità di fronte alla targa affissa all'ingresso del blocco operatorio principale

Il suo nome in una targa affissa sopra l’ingresso del blocco operatorio principale per esprimere «profonda gratitudine per il suo generoso atto di liberalità». E il suo ritratto, realizzato per l’occasione, esposto in un posto d’onore della quadreria, tra i benefattori dell’ospedale. Così questo pomeriggio, mercoledì, l’Asst ha reso omaggio a Giuseppe Colli, l’operaio di Cilavegna che alla scomparsa, il 2 agosto 2022, a 85 anni, ha lasciato per testamento quasi un milione e mezzo all’ospedale.

Precisamente l’importo, tra depositi di conto corrente e titoli, è stato di 1.490.743,99 euro, somma per due terzi già spesa. In gran parte, per quasi 710 mila euro, è stata destinata proprio al completamento dei lavori di riqualificazione del blocco operatorio principale, ad integrazione del milione 850 mila stanziato dalla Regione. Con i fondi del lascito sono state finanziate la seconda e la terza perizia di variante, per 517.963,41 euro, l’ammodernamento della centrale di sterilizzazione, per 71.532,26, e anche l’acquisto di un angiografo portatile per gli interventi di Chirurgia vascolare, per 120.414.

Il ritratto di Giuseppe Colli tra l'autore, Massimo Pugliese, e il direttore generale di Asst, Andrea Frignani

Il ritratto di Colli è stato realizzato da un giovane artista di Milano, Massimo Pugliese. Alla cerimonia sono intervenuti tra gli altri il vescovo monsignor Maurizio Gervasoni, il direttore generale di Asst Andrea Frignani, il sottosegretario in Regione Ruggero Invernizzi e i sindaci di Vigevano, Andrea Ceffa, e di Cilavegna, Manuel Maggio. Quest’ultimo ha ricordato il suo generoso concittadino, «che rimarrà per sempre nella memoria dei cilavegnesi: una persona modesta, discreta, semplice, di buon cuore, che viveva con i suoi ritmi». Non sposato e senza figli, non andava mai da nessuna parte, non aveva nemmeno la tv, lavorava in un’officina e coltivava l’orto: così in tutta una vita è arrivato a mettere da parte una piccola fortuna, lasciata interamente all’ospedale. Al Comune di Cilavegna ha destinato invece la sua casetta e alcuni terreni, che ora l’amministrazione sta valutando se mettere in vendita.

L’anziano aveva contratto il Covid ed era stato ricoverato a Vigevano, sperimentando le cure dell’ospedale non solo per l’aspetto sanitario ma anche per l’attenzione e il rispetto. «Il suo è stato un gesto di generosità, di riconoscenza e di gratitudine per il vostro prendervi cura» ha sottolineato il vescovo rivolto ai sanitari riuniti nella sala del consiglio.

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