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martedì sera il consiglio comunale

Gravellona, i terreni della proprietà Nicola e gli allagamenti in piazza: le ragioni del sindaco Garza

In una lettera ai cittadini la posizione del primo cittadino e del consigliere Ratti

Ilaria Dainesi

Email:

ilaria.dainesi@ievve.com

16 Dicembre 2025 - 12:25

Gravellona, l’acquisto dei terreni e gli allagamenti in piazza: le ragioni del sindaco

L’acquisizione al patrimonio comunale dei terreni della proprietà Nicola sono al centro di una questione che ha diviso l’amministrazione comunale di Gravellona Lomellina, e che ha portato a una crisi politica ieri culminata con la revoca delle deleghe ai due assessori Cividini e Trovati. Questa sera (martedì 16 dicembre), alle ore 19, si terrà un consiglio comunale decisivo per il futuro dell’amministrazione del sindaco Garza.

Ieri il primo cittadino e il consigliere Francesco Ratti (delegato all'urbanistica) hanno condiviso con la popolazione un documento in cui spiegano perché perché sia importante ottenere i terreni per il futuro del paese. Ecco il testo integrale:


Piazza, inondazioni e proprietà Nicola 

Tutta la storia

La piazza è soggetta periodicamente a inondazioni.

Per cortesia verso il paese, la famiglia Nicola aveva concesso anni fa, senza contropartita, una prima soluzione alle inondazioni in piazza.

Ora, durante le alluvioni, l’acqua, quando raggiunge il livello del marciapiede, scola nel canaletto che passa nel loro giardino per poi perdersi sotto via Verdi verso valle.

Anno 2021.

Le 18 famiglie Nicola proprietarie proposero al Comune di vendere tutti i terreni edificabili che vanno dalla piazza fino a via Valdarengo per 450 000 euro e di regalare i ruderi e il palazzo.

Quale era ed è l’interesse di Gravellona?

Dividiamo il ragionamento in: terreni e caseggiati – utile / indispensabile

Terreni

È INDISPENSABILE:

1) Rendere definitiva la possibilità di evitare allagamenti in piazza approfondendo di molto il canaletto che si sta già interrando. Se i terreni venissero venduti ad altri, i costi dei futuri danni alla piazza supererebbero quelli dell’acquisto del terreno, che comunque resta un valore per la collettività.

2) I grandi terreni vuoti ed edificabili nel cuore del paese saranno indispensabili in caso di messa fuori norma delle nostre scuole.

È UTILE

3) Per attrezzature sportive

4) Per giardino presso la piazza e la casa di riposo (il parco non è agevole da raggiungere per gli anziani)

Palazzo, corte e ruderi 

UTILE. (Anche se non indispensabile)

Per decoro e sicurezza del paese deturpato dallo stato attuale del palazzo

Per salvaguardia di un patrimonio storico di pregio

Per avere spazi per centro diurno per anziani, edilizia sociale per anziani e fragili ecc.

Per spazi per cultura e turismo (ne abbiamo già molti altri)

Per dare la possibilità a via Gianini Clotilde di un’uscita verso l’oratorio

INDISPENSABILE:

No . I costi di ristrutturazione del palazzo sono pesanti (però le proprietà comunali possono avere finanziamenti dalla Regione o altri enti (come è stato per casa Ubezio).

Anno 2021.

Il Consiglio Comunale ha espresso parere favorevole alla proposta a condizione che i ruderi venissero prima demoliti.

Anno 2022

Alle elezioni la lista col programma di governo favorevole all’acquisto ha preso più del doppio dei voti di quella contraria a questa decisione.

Nel frattempo il Comune aveva chiesto all’Agenzia delle Entrate una valutazione ufficiale. Dopo un anno è arrivata la valutazione: 1.049.000 (un milione e quarantanovemila) euro di cui

terreni 658.000 €

palazzo 323.000 €

rustici cadenti 68.000 €

Allora era un affare per il Comune?! Sì e no.

Sì: Il prezzo offerto dalla famiglia: 450.000 € appariva molto conveniente.

No: Questa maggior valutazione avrebbe fatto scattare una enorme quantità di tasse per i venditori che a questo punto si sono fermati. Infatti la tassa sull’incremento del valore dei terreni si calcola non sul valore reale di vendita ma su quello stabilito dall’Agenzia delle Entrate.

Inizio 2025. Fatte queste valutazioni, la giunta comunale presieduta dal dott. Garza, d’accordo con il gruppo di maggioranza, ha optato per la procedura di esproprio solo dei terreni, per riportare il prezzo di acquisto vicino ai 450.000 euro (con questa procedura le tasse sono proporzionate alla cifra reale).

A questo scopo ha stanziato una congrua parcella ad un noto studio urbanistico di Vigevano.

Il palazzo e i ruderi erano fuori dall’ operazione.

Chi parla di “casa Nicola” confonde

Novembre 2025.

Con altro ritardo, lo studio urbanistico ha proposto un piano di fattibilità che comprendeva vari lavori: un campo sportivo, le opere contro l’allagamento della piazza, inoltre costosi vialetti in calcestre, recinzioni eleganti, giardinaggi… Questi ultimi avrebbero fatto lievitare costi e parcelle fino ad arrivare a quasi un milione di euro.  Il prezzo di esproprio dei terreni restava 454.234 € per 15.721 metri quadri di terreno a vario titolo edificabili, cioè 28,9 € / metro quadrato. (meno della valutazione del Governo).

Non ritenendo giusto spendere subito ora un milione di euro, il Sindaco allora ha messo d’accordo d’urgenza revisore dei conti, progettisti, segretario comunale e ragioneria per depennare i lavori non indispensabili per ora (vialetti, recinzioni, giardinaggio, ecc.) per ridurre circa della metà i costi dei lavori e relative spese professionali.

“La generazione precedente ha lasciato il parco, il paese d’arte, le piste ciclopedonali, le asfaltature delle strade di campagna, i numerosi parcheggi e più di un milione di euro di avanzo (che per legge deve essere speso per investimenti e non per altro). Questa generazione deve lasciare la piazza all’asciutto e il grande spazio vuoto in centro al paese ad uso della collettività.” (Ferdinando Monti)

Il 30 Novembre, dopo 4 anni dalle prime decisioni, (e la grandissima parte dei ritardi è dovuta al Comune e non alle famiglie proprietarie) era l’ultimo giorno per disporre del bilancio 2025.

Disporre dei soldi in bilancio non vuol dire spenderli.    La ragioneria aveva previsto un ulteriore accantonamento in previsione di altri lavori facendo salire la cifra  a 1.150.000 €.

Per spenderli si sarebbe dovuto approvare il progetto. Questo si sarebbe potuto fare con molta calma e risparmio. Vicesindaco e assessore hanno invece scelto di bocciare l’operazione e non sottoporre al Consiglio Comunale la questione, ignorando i ragionamenti di Sindaco ed ex Sindaco.

Nota Bene. I soldi per tutta l’operazione Nicola erano stati messi da parte da precedenti amministrazioni: fra risparmi dovuti a volontariato, donazioni di benefattori, oculatezza nelle spese, finanziamenti di vari enti pubblici e privati, il Comune aveva ripagato tutti i mutui, fatto le opere, accresciuto le proprietà pubbliche e creato risparmi per il futuro, risparmi che ora evidentemente fanno gola.

Il gruppo che vuole prolungare ancora, dopo 4 anni di ritardo, la decisione su un patrimonio indispensabile del paese, è lo stesso che vuole spendere (con urgenza!) quasi 200.000 euro dei cittadini in traslochi e arredi!

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