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vigevano
13 Gennaio 2026 - 17:26
Il sindaco Andrea Ceffa
VIGEVANO - Dice di avere usato l'esempio americano «anche come provocazione politica», ma è convinto che, fatte le debite proporzioni ed evitando gli eccessi (tipo assassinare persone a freddo, come accaduto nei giorni scorsi a Minneapolis), strumenti come l'ICE americana voluta dal presidente Trump potrebbero essere una risposta sul tema della sicurezza.
Il sindaco Ceffa non fa passi indietro rispetto alle dichiarazioni rilasciate al Corriere della sera e raccolte dal nostro Davide Maniaci, ma precisa: «Non voglio certo fare l'Ice del sindaco o trasformare la Polizia Locale in questo senso. È una questione che riguarda la sicurezza in generale in tutto il Paese. Bisogna pensare a qualcosa prima che il problema ci esploda nella mani».
«Bisogna vedere se per un sindaco la questione sicurezza sia o non sia una priorità - prosegue Ceffa - Dove governa la sinistra si ritiene che la polizia locale non si debba occupare di ordine pubblico. E quindi tolgono il taser (come avvenuto a Pavia), o i basoni distanziatori, limitando i poteri e l’azione degli agenti. Per me è l’esatto contrario. Poi certamente non è possibile risolvere questi problemi solo con la polizia locale, però sempre secondo me servirebbero nuove regole d’ingaggio molto più dure, sulla linea di quanto viene attuato negli Stati Uniti sotto la presidenza Trump: agenti armati, blindati, con attrezzature tecniche adeguate e conseguenti arresti. Penso che il problema sarebbe risolto in poco tempo: sarei infatti favorevole a un “corpo” o settore speciale che si occupi di microcriminalità e maranza. La sinistra immagino non sia d’accordo: immagino che per loro invece, come al solito, valgano le regole dei “poverini” che vanno capiti, dell’ascolto, dell’educazione di strada».
Non va fatta prevenzione? «La prevenzione va fatta, assolutamente, ma i risultati arrivano col tempo. Ci sono circostanze in cui servono risposte immediate che lancino segnali a tutti, anche ai cittadini stranieri che vivono normalmente e sono, come gli altri, infastiditi dalla strafottenza di questi gruppi».
LE REAZIONI
ROSSELLA BURATTI, candidata sindaca di Vigevano SiCura e della coalizione extralarge di centrosinistra: «Le dichiarazioni di Ceffa sono un inutile tentativo di giustificare il fallimento della gestione del tema sicurezza da parte della Lega da ormai 20 anni. Il Sindaco punta all'ormai abituale attacco all'opposizione per coprire il vuoto di idee e soluzioni della sua amministrazione, parlando delle "regole dei poverini" con il solo intento di svilire delle pratiche di buona politica che vadano incontro alle esigenze della cittadinanza e che puntino a contenere e contrastare fenomeni di criminalità, attraverso il riempimento degli spazi cittadini e la collaborazione con le FFOO per un maggior controllo, come richiesto dal Sindaco di Pavia. A tutto questo, Ceffa dichiara invece di preferire la politica trumpiana di repressione che proprio in questi giorni ha sconvolto tutti con il triste e grave caso di Minneapolis. È questa la sicurezza che vogliamo a Vigevano? Per quanto riguarda me, Vigevano SìCura e l'intera coalizione che ci affianca assolutamente no. Il Sindaco smetta di polarizzare il tema sicurezza per meri fini elettorali e di attribuire l'instabilità generale e diffusa alla sola componente straniera sul territorio: noi preferiamo andare in profondità del problema, per avere una visione completa che suggerisca -finalmente- delle soluzioni per rendere ogni cittadino parte attiva in questo progetto di cura del bene comune».
PIERO PIZZI, Vigevano prima di tutto per Righi sindaco: «Le parole di Ceffa sulla sicurezza cittadina non sono solo fuori luogo: sono imbarazzanti. Dopo sei anni di amministrazione interamente riconducibili alla sua responsabilità politica, leggere oggi – a cinque mesi dalle elezioni – proclami roboanti, richiami a modelli securitari estremi e promesse tardive è semplicemente inaccettabile. Vigevano è una città allo sbando. I cittadini hanno paura a uscire la sera, la microcriminalità è diffusa in tutti i quartieri, il degrado è sotto gli occhi di tutti. Questa non è una percezione: è una realtà quotidiana che l’amministrazione Ceffa ha ignorato, minimizzato o negato per anni. Il sindaco dimentica – o finge di dimenticare – di essere al governo della città da sei anni, e di aver scelto personalmente l’assessore alla sicurezza, rivelatosi nei fatti totalmente inadeguato. Nessuna strategia, nessuna visione, nessun risultato concreto. Oggi, improvvisamente, scopre l’emergenza sicurezza. Lo fa con dichiarazioni propagandistiche, utili solo a coprire un fallimento politico totale e a mascherare anni di immobilismo. La sicurezza non è uno slogan elettorale né una caricatura da campagna social. È una cosa seria, che richiede competenza, coordinamento istituzionale, presenza sul territorio e rispetto dei cittadini. Chi ha avuto sei anni di tempo e ha lasciato Vigevano in queste condizioni non ha credibilità per promettere soluzioni all’ultimo minuto».
PD LOMBARDIA - «Le dichiarazioni del sindaco di Vigevano Andrea Ceffa, che oggi invoca sulla stampa di “imitare Trump” parlando di sicurezza urbana e di giovani, sono gravi e irresponsabili. Non solo per i toni, ma per l’idea di società che sottendono. Richiamare modelli autoritari, militarizzazione delle città e repressione indiscriminata significa rinunciare a governare la complessità, scaricando paura e frustrazione sulla popolazione. Il sindaco guida una città segnata da una profonda crisi economica e sociale, a partire dal distretto calzaturiero (che necessita di investimenti per promuovere lo sviluppo economico) e invece di affrontarne le cause strutturali, sceglie di agitare lo slogan securitario nel tentativo di far dimenticare l'inerzia della sua amministrazione. Lo scimmiottamento di modelli che oltreoceano stanno alimentando tensioni gravissime cercano di coprire l’assenza di risorse, di politiche sociali e di prevenzione, di presidio del territorio e di collaborazione istituzionale. Lo ricordano molti sindaci, anche in Lombardia: il Governo faccia meno propaganda e dia più strumenti concreti ai Comuni. Il Partito Democratico lombardo è al fianco di tutti gli amministratori e dei territori che chiedono risposte serie.
La sicurezza è un diritto delle persone e, proprio per questo, non può diventare il terreno di derive autoritarie o di slogan che nascondono il vuoto».
POLO LAICO - «Di fronte a una città allo sbando dove la sicurezza percepita dai cittadini è ai minimi storici, i redditi medi pro capite sono sempre più bassi e addirittura Piazza Ducale sta cadendo a pezzi il Sindaco Ceffa pensa di ingannare ulteriormente i vigevanesi cianciando di taser quando sa benissimo che non verranno mai utilizzati e addirittura invocando “squadracce” sulla falsariga di quanto drammaticamente in atto negli Stati Uniti di Trump con gli assassini dell’ICE. Ma la sicurezza è un campo che si presta bene alla campagna elettorale di chi ha poco da proporre per portare Vigevano fuori da questo regno delle ombre dove la Lega e i suoi alleati l’hanno ficcata. Allo stesso tempo essa è argomento complesso e sfaccettato che va dalla prevenzione alla repressione. La prima, certamente quella che paga meno in termini elettorali, non è terreno per lo spuntato sceriffo Ceffa che preferisce parlare soltanto di repressione che peraltro nemmeno gli riesce. Noi preferiamo invece parlare di entrambe. Ma non solo parleremo: agiremo, a differenza della Lega e organizzeremo la città in modo da prevenire il disagio e la criminalità ma allo stesso tempo non rinunceremo a un costante controllo del territorio con maggior presenza e visibilità di agenti delle forze dell’ordine. Vanno riviste in profondità le strategie finora utilizzate, chiaramente inefficaci nel fornire ai cittadini garanzie e percezione di sicurezza. Per questo chiederemo con fermezza che Vigevano veda soddisfatte le proprie necessità da parte degli organi responsabili quali Prefettura e Ministero. Le squadracce le lasciamo volentieri a chi non sa più che pesci prendere».
ITALIA VIVA VIGEVANO - «Esprimiamo profonda preoccupazione e ferma condanna per le recenti dichiarazioni del sindaco Andrea Ceffa apparse sulla stampa nazionale. Le parole del primo cittadino, che auspica l’imitazione di modelli stranieri estremi e utilizza termini come "agenti anti-maranza", segnano un punto di non ritorno nel dibattito pubblico cittadino, spostandolo dal piano dell'efficacia amministrativa a quello della propaganda ideologica più estrema. Sentir parlare un sindaco di "imitare Trump" e invocare "norme più severe" come se la gestione della sicurezza urbana fosse un palcoscenico elettorale americano è sconcertante. La sicurezza dei cittadini di Vigevano è una priorità che richiede coordinamento con le Forze dell’Ordine, prevenzione sociale e investimenti tecnologici, non certo la ricerca di un populismo muscolare che non ha mai risolto i problemi reali della microcriminalità. Particolarmente grave è l'uso ufficiale del termine "maranza" e l'insistenza sulle origini degli autori di reati. Un rappresentante delle istituzioni ha il dovere di utilizzare un linguaggio consono al proprio ruolo. Etichettare intere categorie di giovani con termini dispregiativi da social network non fa altro che esasperare il clima di tensione e creare nuove fratture sociali, invece di sanare quelle esistenti. Italia Viva sottolinea come il richiamo a modelli di "polizia blindata" e "pugno duro" in stile USA sia del tutto decontestualizzato e pericoloso. Vigevano non ha bisogno di sceriffi, ma di un Sindaco che sappia dialogare con la Prefettura e che sappia rendere la città viva, illuminata e presidiata. Questa narrazione della paura serve solo a coprire le carenze gestionali degli ultimi anni. Questa è la mossa propagandistica di chi, in piena campagna elettorale, si trova ormai con l’acqua alla gola. Italia Viva Vigevano invita il sindaco Ceffa a tornare a occuparsi dei problemi concreti della città con la dignità e la moderazione che il suo ufficio richiede, abbandonando retoriche incendiarie che danneggiano l’immagine della nostra comunità a livello nazionale».
EDOARDO CASATI (RIFONDAZIONE) - «Ceffa ha dichiarato di voler imitare Trump quanto a sicurezza, esattamente nei giorni in cui la polizia anti-immigrazione di Trump, la ICE, terrorizza le strade delle città americane. Renee Good, 37 anni, americana, trucidata con tre colpi di pistola proprio da un agente di questa nuova polizia che Ceffa invidia. Il primo pensiero è questo.
Da una foto dell’auto su cui stava Renee si vedono ancora l’airbag insanguinato e gli oggetti quotidiani, una lattina, una borraccia termica, uno scovolino, il caricabatterie. È l’immagine di una vita normale spezzata dalla “febbre anti migranti” che Trump utilizza come spot elettorale. Questo è ciò che invoca Ceffa. Siamo la lista che con orgoglio non permetterà alla destra di monopolizzare l’argomento della sicurezza. Ribadiamo con fermezza quelle che secondo noi sono necessità concrete per ricostruire una città in cui sentirsi sicuri ad uscire di casa. Vogliamo applicare il concetto di mettere in comunicazione le forze dell’ordine con le realtà cittadine che lottano contro il disagio sociale e che lavorano per l’integrazione, ma senza alcuna deriva repressiva e securitaria».
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