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VIGEVANO
14 Gennaio 2026 - 18:39
Il cantiere delle rampe di accesso al nuovo ponte. La fotografia è stata scattata oggi pomeriggio
Vogliamo il cronoprogramma. In altre parole la tabella di marcia del cantiere delle rampe di accesso al nuovo ponte sul Ticino, al fine di valutare se davvero l’Ati (l’associazione temporanea di impresa) che ha vinto l’appalto, sia nei tempi e soprattutto rispetti la tempistica presentata e che è stata determinante per l’assegnazione da parte della stazione appaltante, la Provincia di Pavia.
Alessio Bertucci, consigliere provinciale del Pd
Dopo la denuncia di Ance Pavia (l’associazione nazionale dei costruttori edili) pubblicata sull’edizione dell’Informatore del 31 dicembre scorso, interviene il gruppo Pd di piazza Italia. Con Alessio Bertucci (consigliere comunale dem di Vigevano) che ha chiesto l’accesso agli atti di gara. «Durante i consigli provinciali ho sottolineato più volte la necessità di terminare i lavori. Auspico che i tempi vengano rispettati rigorosamente poiché si tratta di un’opera fondamentale per il nostro territorio e dopo più di un decennio di lavori, con innumerevoli problemi burocratici e legali. Altri eventuali ulteriori ritardi sarebbero un’altra beffa per tutti noi», le sue parole.

Fabio Zucca, consigliere provinciale del Pd
A gamba tesa invece l’intervento di Fabio Zucca, altro esponente dell’assise provinciale del Pd. «Nei giorni scorsi abbiamo letto il programma del presidente della Provincia Giovanni Palli che apriva a una nuova fase per la gestione delle infrastrutture drammaticamente necessarie a questa Provincia che, ricordiamolo, risulta essere l’ultima provincia della Lombardia per tutti gli indicatori compresi quelli degli investimenti pubblici. È però sotto gli occhi di tutti, e la tragica vicenda della viabilità interconnessa con il ponte sul Ticino a Vigevano evidenzia, ancora una volta, come l’amministrazione provinciale non sia in grado di passare dalle promesse elettorali ai fatti. Di questo prendiamo atto e dal punto di vista politico continueremo da una parte ad essere a disposizione per risolvere i problemi dei cittadini mentre dall’altra continueremo la battaglia per smuovere la costante l’inerzia della Provincia di Pavia e del suo Presidente Palli».
Ance si era dichiarata estremamente preoccupata della "calma piatta nei lavori che avrebbero dovuto essere eseguiti alla velocità della luce, visto che uno dei punti di forza dell’appalto vinto era la riduzione del tempo di esecuzione del 56%, il che significa che quell’opera deve essere conclusa entro aprile 2026".

L'immagine scattata da Ance Pavia il 29 dicembre scorso
E qui, sul punto, Ance aveva giocato una documentazione fotografica, realizzata il 29 dicembre scorso. “E queste immagini parlano chiaro: la quasi totalità delle lavorazioni non ha avuto inizio. Eppure c’è un cronoprogramma esecutivo che deve essere seguito dalla stazione appaltante. Senza dimenticare che stiamo parlando di un’opera che ha una movimentazione di oltre 100mila metri cubi di riempimenti, dei quali almeno 60mila metri cubi dall’esterno, attraverso trasporti su gomma, quindi una tempistica molto lunga da completare. Come farà questo intervento, consegnato a fine luglio scorso, ad essere pronto per aprile? Questi ritardi - si domandano sempre dalla sede di via Paolo Diacono a Pavia - li pagherà sempre la collettività o verranno attribuite delle penali alle aziende appaltatrici?”.
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