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il bando
29 Gennaio 2026 - 10:53
Regione Lombardia scende in campo a sostegno dei piccoli Comuni e delle frazioni con un bando dedicato all’apertura di negozi di alimentari e di prima necessità, presìdi fondamentali per la vita quotidiana e la coesione sociale delle comunità locali. È aperta da ieri, mercoledì 28 gennaio, la misura “Nuova impresa – Piccoli Comuni e Frazioni 2026”, che dopo una prima fase sperimentale diventa ora strutturale.
Il bando, promosso dall’assessore allo Sviluppo economico Guido Guidesi in collaborazione con l’assessore agli Enti locali e alla Montagna Massimo Sertori, è rivolto ai Comuni lombardi con popolazione pari o inferiore a 3.000 abitanti e alle frazioni di tutti i Comuni della regione. La dotazione finanziaria complessiva ammonta a 2.948.682 euro e le domande potranno essere presentate fino al 12 novembre 2026.
L’obiettivo dell’iniziativa è duplice: da un lato favorire l’avvio di nuove attività economiche, dall’altro contrastare lo spopolamento dei territori più fragili garantendo servizi essenziali ai residenti. «Diamo un aiuto concreto a chi vuole fare impresa nei piccoli paesi e nelle frazioni – sottolinea l’assessore Guidesi – sostenendo attività che hanno una valenza non solo economica ma anche sociale e rappresentano un presidio importante per le comunità». Un concetto ribadito anche dall’assessore Sertori, che evidenzia il ruolo strategico dei negozi di alimentari soprattutto nelle aree montane, a beneficio sia dei residenti sia del turismo.
Il contributo regionale è concesso a fronte di un progetto di investimento minimo di 3.000 euro e può coprire fino all’80% delle spese ammissibili. Nei Comuni o frazioni completamente sprovvisti di esercizi di commercio alimentare, il contributo a fondo perduto può arrivare fino a 40.000 euro; scende invece a un massimo di 20.000 euro nel caso in cui siano già presenti attività analoghe con codici Ateco diversi da quello per cui si fa domanda.
Il budget di progetto può comprendere spese in conto capitale e, in misura non superiore al 20%, spese correnti. Sono ammissibili, tra le altre, le spese per l’acquisto di arredi, macchinari e attrezzature nuove, software e hardware gestionali, consulenze, costi di costituzione d’impresa, canoni di locazione, piani di comunicazione e certificazioni. L’assenza del servizio sul territorio, requisito essenziale per l’accesso al contributo, dovrà essere certificata dal Comune competente.
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