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I trasporti

Treni, con il nuovo metodo degli indennizzi Trenord risparmia più di cinque milioni all’anno

L'accesso agli atti chiesto dal PD rivela la beffa per i pendolari. Dopo la cancellazione dei bonus per ritardi e soppressioni sono stati erogati solo 106mila euro nel 2024. L’anno precedente erano stati 5,7 milioni

Bruno Romani

Email:

bruno.romani@ievve.com

02 Febbraio 2026 - 17:22

Treni, con il nuovo metodo degli indennizzi Trenord risparmia più di cinque milioni all’anno

Un treno nella stazione di Vigevano

I dati sono stati forniti dalla Regione nei giorni scorsi in risposta a un accesso agli atti formulato dal consigliere regionale Simone Negri, capodelegazione del Pd in commissione trasporti. Il risultato che ne emerge è che dal 1° gennaio 2024 con i nuovi calcoli e dopo la soppressione del bonus e dell’introduzione del nuovo sistema degli indennizzi i rimborsi ai pendolari per ritardi e soppressioni sono passati da 5,7 milioni a 100.619 euro. «Un rapporto di 57 a uno - commenta Simone Negri - Inoltre, se nel 2023 i bonus erogati ai pendolari relativamente al 2023 erano stati quasi 107mila, nel 2024 gli indennizzi sono crollati a 5.213».

Su questo tema è lo stesso PD regionale che oggi interviene con un comunicato: «Il Partito Democratico lo aveva paventato a più riprese, ora lo dicono anche i dati ufficiali: la cancellazione del bonus per gli abbonati di Trenord e il passaggio al sistema dell’indennizzo è stato per la società di trasporto pubblico un affare milionario a scapito degli utenti. La cancellazione del sistema di rimborso automatico, in vigore da anni, è avvenuta con il primo gennaio 2024. Fino ad allora la performance di ogni linea ferroviaria regionale veniva valutata con un algoritmo che teneva conto dei ritardi oltre i cinque minuti e delle soppressioni (le corse non effettuate). Quando i disservizi di una linea, in un mese, superavano un valore indice, agli abbonati veniva riconosciuto automaticamente uno sconto del 30% sul rinnovo dell’abbonamento. Dal primo gennaio 2024 le cose sono cambiate: via il bonus è entrato in vigore l’indennizzo, calcolato questa volta sui ritardi di oltre 15 minuti anziché 5 e, inoltre, da richiedere espressamente a cura dell’abbonato, che si deve preoccupare di fare richiesta dopo avere verificato se la propria linea sia stata tra quelle inefficienti, verificandolo sul sito di Trenord (in questo momento si può effettuare la richiesta relativa ai disservizi dello scorso novembre). Il risultato? Se nel 2023, attraverso i bonus, ai pendolari sono stati riconosciuti 5,74 milioni di euro (in sconti sugli abbonamenti), nel 2024 – unico anno finora completo -, con il sistema degli indennizzi, gli hanno restituito poco più di centomila euro (100.619,51).

Il consigliere regionale Simone Negri

«La cancellazione del bonus, che la Regione aveva cercato di far passare come scelta obbligata, salvo poi venire smentita dall’autorità di regolazione dei trasporti, è un grande affare per Trenord e un grande danno per gli utenti - spiega Simone Negri, esponente dem - Lo avevamo detto subito e siamo stati facili profeti. Ma va visto l’intero quadro. La Regione ha il compito di governare il trasporto ferroviario e di garantire un buon servizio per gli utenti, ma è anche proprietaria, per il 50%, di Trenord, che eroga il servizio grazie a un contratto che questa giunta regionale ha assegnato senza gara, per dieci anni, nel 2023. Inoltre, con l’assegnazione, Palazzo Lombardia ha aumentato il corrispettivo regionale di cento milioni di euro l’anno. Se mettiamo tutto sulla bilancia, si vede chiaramente che a Fontana e alla sua giunta regionale di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia interessano molto i bilanci di Trenord e molto meno i diritti dei pendolari».

Un commento, a margine della notizia, arriva dal presidente dell’associazione pendolari Mimoal (Milano-Mortara-Alessandria) Franco Aggio: « Noi fin dal gennaio 2024, pur senza questi dati ufficiali, reclamammo per il cambiamento che giudicammo subito penalizzante. Inoltre ultimamente non vengono neppure più pubblicati i dettagli del servizio di tutte le linee regionali, ma solo quelle che risultano passibili di indennizzo. Una mancanza notevole di trasparenza».

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