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animali
09 Febbraio 2026 - 12:25
(foto da Wikipedia)
La presenza del lupo in Lombardia è una realtà consolidata, ma le segnalazioni di avvistamenti devono seguire percorsi precisi. È il messaggio che arriva da regione Lombardia, attraverso l’assessore all’agricoltura, sovranità alimentare e foreste Alessandro Beduschi, intervenuto sul tema dopo i recenti casi segnalati sul territorio. L’assessore spiega: «Il problema esiste e va gestito con serietà, ma è fondamentale ricordare che esistono norme precise, e procedure codificate. Alimentare allarmismi, segnalare ai giornali prima che alle autorità, o affidarsi a valutazioni improvvisate, non aiuta né i cittadini gli enti che devono agire». Da tempo la Regione è impegnata nel monitoraggio della specie e nel supporto agli allevatori e alle comunità locali, attraverso attività di prevenzione, informazione e interventi coordinati con le forze di polizia e gli enti competenti. L’obiettivo, spiegano dalla Regione, è costruire una gestione basata su dati verificabili. «Per una corretta gestione del lupo – prosegue Beduschi – servono dati aggiornati, segnalazioni corrette e il rispetto delle procedure, perché solo così è possibile distinguere i casi reali dalle percezioni distorte e intervenire in modo efficace».
COSA FARE E A CHI RIVOLGERSI SE SI AVVISTA UN LUPO
In caso di avvistamento, è necessario contattare la polizia provinciale competente o, nel territorio di Milano, la polizia della Città Metropolitana. Quando possibile, è utile fornire fotografie o video per agevolare l’identificazione dell’animale. Le segnalazioni possono anche essere inviate a Ersaf Lombardia, all’indirizzo supportoprevenzionelupo@ersaf.lombardia.it, specificando con precisione il luogo dell’avvistamento.
Diversa la procedura in caso di lupo ferito, morto o coinvolto in un incidente stradale: occorre avvisare immediatamente le polizie provinciali, la polizia della Città Metropolitana di Milano o i carabinieri forestali, evitando qualsiasi contatto diretto con l’animale. Le operazioni di soccorso e le valutazioni sanitarie spettano esclusivamente alle autorità competenti e ai centri specializzati attivi 24 ore su 24.
Per quanto riguarda le predazioni di bestiame, l’allevatore deve rivolgersi alle forze di polizia, che attivano le Wolf Prevention Intervention Units (WPIU), le squadre istituite da regione Lombardia per supportare le aziende agricole sia nella prevenzione dei danni sia nella gestione delle procedure di indennizzo.
Sul tema pesa anche il recente declassamento del lupo a livello europeo. La specie resta comunque protetta, ma il nuovo quadro normativo consente alle Regioni maggiori margini di intervento, entro i limiti fissati a livello nazionale. «Non significa liberalizzarne la caccia – dichiara l’assessore Beduschi – ma governare in modo più responsabile una presenza che oggi è strutturale e in certi contesti come quelli urbani non è accettabile, per la sicurezza dell’uomo e dell’animale stesso. Il lupo va riportato nelle aree vocate ed è per questo che è in corso un confronto tecnico tra Regioni, Ministeri e Ispra per aggiornare i dati, definire criteri più coerenti e costruire strumenti di gestione realmente applicabili sui territori».
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