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Il Nobel per la fisica Giorgio Parisi vince la prima edizione del premio Golgi: «Sull’intelligenza artificiale serve spirito critico»

Il riconoscimento assegnato nel corso della "Pavia Innovation Week"

Ilaria Dainesi

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ilaria.dainesi@ievve.com

10 Aprile 2026 - 14:32

Il Nobel per la fisica Giorgio Parisi vince il primo Premio Golgi: «Sull’intelligenza artificiale serve spirito critico»

È stato assegnato a Giorgio Parisi, Premio Nobel per la fisica 2021, la prima edizione del “Premio Golgi”, riconoscimento istituito in occasione del centenario dalla morte dello scienziato e medico Camillo Golgi. Il riconoscimento è dedicato alla divulgazione scientifica ed è stato organizzato nell'ambito della Pavia Innovation Week, che punta a valorizzare opere capaci di coniugare rigore accademico e chiarezza espositiva. Parisi è autore del libro “Le simmetrie nascoste - Perché la fisica è alle radici dell’intelligenza artificiale di oggi e di domani” (Rizzoli, 2026). La cerimonia si è svolta nell’Aula Magna dell’Università di Pavia, sotto la presidenza del direttore del festival Massimo Sideri e del rettore Alessandro Reali, con una giuria composta anche da Giuseppe Antonelli, Valentina Sumini e Federica Villa. Il riconoscimento, spiegano gli organizzatori, premia un lavoro che riesce a tenere insieme «rigore e comprensione, profondità e chiarezza, senza cedere alla tentazione della semplificazione che svuota il pensiero scientifico». 

Accanto al vincitore, la giuria ha attribuito una menzione speciale a Paolo Mazzarello, docente di Storia della medicina all’Università di Pavia e direttore del museo Kosmos, per il volume “Il Nobel dimenticato. La vita e la scienza di Camillo Golgi” (Bollati Boringhieri, 2019). Il riconoscimento arriva, si legge nelle motivazioni, «per aver creduto nella figura di Camillo Golgi quando nessuno ne comprendeva l’impatto culturale e scientifico che avrebbe esercitato sullo sviluppo tecnologico odierno».

Durante il collegamento video con la sala, Parisi ha parlato dell’intelligenza artificiale, rivolgendosi in particolare alle nuove generazioni. «Consiglio a tutti, e soprattutto ai giovani, di accostarsi in maniera critica all’AI – ha detto –. Sento che oggi alcuni ragazzi che hanno problemi psicologici si affidano all’intelligenza artificiale, sperando di trarne giovamento: devono stare attenti, perché rischiano di aggravare la loro situazione. In linea generale, è sempre bene farsi dare dall’intelligenza artificiale almeno due punti di vista diversi, e poi decidere di testa propria e secondo la nostra coscienza critica».

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