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GARLASCO: LA PRIMA INCHIESTA SU SEMPIO
11 Marzo 2025 - 18:15
Casa Poggi in via Pascoli a Garlasco: gli accertamenti dopo il delitto nel 2007
Andrea Sempio, 37 anni da compiere proprio domani, 19 all’epoca dei fatti, di Garlasco, era stato già indagato per l’omicidio di Chiara Poggi in seguito a un esposto presentato il 20 dicembre 2016 dalla madre di Stasi, Elisabetta Ligabò. L’inchiesta, affidata al sostituto procuratore Giulia Pezzino e all’aggiunto Mario Venditti, si concluse meno di tre mesi dopo con una richiesta di archiviazione, che il gip di Pavia Fabio Lambertucci accolse una settimana più tardi, il 23 marzo 2017.
Nonostante i tempi ristretti, furono condotti accertamenti approfonditi, che portarono ad escludere ogni sospetto su di lui e ad affermare «l’inconsistenza degli sforzi profusi dalla difesa Stasi e tendenti a rinvenire un diverso, alternativo colpevole all’uccisione di Chiara Poggi».
Sempio era stato pedinato per giorni da un investigatore privato, che dopo le sue consumazioni in un bar aveva prelevato alcuni materiali (una tazzina, un cucchiaino, una bottiglietta d’acqua), da cui era stato estratto il Dna. Poi un consulente di parte incaricato dalla stessa difesa, Pasquale Linarello, aveva riesaminato i risultati delle analisi sulle unghie prelevate dal corpo della ragazza ed eseguite, a quasi 10 anni di distanza dal delitto, dal perito incaricato dalla Corte d’assise d’appello di Milano, il professor Francesco De Stefano dell’Università di Genova. Linarello rilevò una corrispondenza se non altro con il ceppo maschile della famiglia Sempio per i profili estratti dalle unghie del mignolo destro e del pollice sinistro.
Tuttavia, come rilevarono i magistrati, «De Stefano concludeva la propria perizia affermando che, essendo i risultati incostanti, gravati da artefatti conseguenti a possibile degradazione ed inserimenti di contaminanti, nonché soggetti a probabile contaminazione ambientale, non sono utilizzabili per definire una ipotesi d’identità», «per effettuare alcun confronto al fine di identificare ovvero escludere». Per altro notavano come il consulente Linarello dei molti risultati ottenuti (tre estrazione per ogni dito) avesse utilizzato solo quelli migliori ai fini dell’attribuibilità a Sempio, comunque sempre solo parziale, ignorando invece quelli molto più numerosi che conducevano in altre direzioni, anche a Stasi.
Inoltre osservavano come comunque l’eventuale presenza di materiale genetico sulle unghie di Chiara non abbia «alcuna valenza indiziaria né tantomeno probatoria», essendo accertato che Sempio frequentava casa Poggi. Era amico del fratello di Chiara, Marco, con il quale spesso e fino a 15-20 giorni prima aveva utilizzato il computer della ragazza per giocare con i videogiochi: «È assolutamente plausibile che irrilevanti quantità di materiale genetico riconducibili ad Andrea Sempio si siano depositate sulle unghie di Chiara Poggi quando la medesima ha utilizzato tali oggetti».
Infine pm e gip ritennero pienamente giustificate le spiegazioni fornite da Sempio sulle tre telefonate fatte nelle settimane precedenti sul fisso di casa Poggi (cercava l’amico Marco, lui non c’era e riattaccò subito, tanto che furono conversazioni di pochi secondi, al massimo 21). Ancora, sulla base dei riscontri delle celle telefoniche è stato ritenuto solido e senza «anomalie» il suo alibi per la mattina del 13 agosto 2007: rimase a casa fino a pochi minuti prima delle 10, poi si recò a Vigevano in libreria (che trovò chiusa) parcheggiando in piazza Sant’Ambrogio, come dimostra lo scontrino che ha conservato emesso alle 10,18) e infine tornò a Garlasco. Il delitto sarebbe stato commesso poco dopo le 9,15.
Ultima considerazione, l’assenza di qualsiasi movente. L’ipotesi di una sua infatuazione per Chiara (che aveva sette anni di più e frequentava compagnie completamente diverse) non ha trovato alcun riscontro, anzi è stata smentita da tutti, a partire da Marco Poggi: Sempio non aveva mai mostrato alcun interesse per sua sorella.
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