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La famiglia Poggi non può ancora nominare un legale: manca l'atto della Procura

L'avvocato Gian Luigi Tizzoni attende da una settimana il via libera, mentre la difesa di Stasi sarebbe già stata ascoltata

Ilaria Dainesi

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ilaria.dainesi@ievve.com

18 Marzo 2025 - 12:19

La famiglia Poggi non può ancora nominare un legale: manca l'atto della Procura

A una settimana dalla diffusione delle notizie sulle nuove indagini nel caso dell'omicidio di Chiara Poggi, la famiglia della giovane uccisa a Garlasco nel 2007 non ha ancora potuto formalizzare la nomina di un legale per seguire il procedimento. A confermarlo è l'avvocato Gian Luigi Tizzoni, che assiste i genitori e il fratello di Chiara, e che non ha ancora ricevuto un atto abilitativo da parte della Procura di Pavia. Questo documento è necessario per depositare ufficialmente la nomina della famiglia Poggi come parte offesa

Secondo quanto riferito dall'avvocato Tizzoni, la scorsa settimana era stata presentata una richiesta formale, la cosiddetta "istanza 335 cpp", per ottenere informazioni sull'indagine in corso. Tuttavia, nonostante il diritto delle persone offese di essere informate sull'apertura di un procedimento, la Procura non ha ancora trasmesso alcuna comunicazione ufficiale. 

Nel frattempo, sempre secondo il legale della famiglia Poggi, la Procura si sarebbe invece già confrontata con la difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l'omicidio di Chiara. A indicarlo sarebbe anche la sentenza della Cassazione, che fa riferimento alla consulenza difensiva sul DNA come elemento che ha dato "impulso" alle nuove verifiche. Tecnicamente, spiega Tizzoni, la difesa di Stasi avrebbe dovuto agire esclusivamente nell'ambito del procedimento di revisione della condanna, che spetterebbe alla Corte d'Appello di Brescia. «Invece, qui c'è stato un curioso stimolo all'apertura dell'indagine», ha commentato l'avvocato della famiglia Poggi. 

Un altro elemento che emerge dalle carte è un errore materiale nell'informazione di garanzia notificata ad Andrea Sempio, l'amico del fratello di Chiara al centro delle nuove indagini. Nel documento, infatti, viene indicata come "persona offesa" la stessa Chiara Poggi, mentre in realtà lo sono i suoi familiari. 

Non appena verrà disposto un accertamento irripetibile sul DNA di Sempio, la Procura sarà comunque tenuta a notificare l'atto anche alla famiglia Poggi, che a quel punto potrà nominare un proprio consulente di parte.

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