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Il giallo di Garlasco

Parla il legale: «Andrea Sempio non c’entra, come Stasi»

Secondo l’avvocato del 37enne, Massimo Lovati, le indagini dureranno mesi «Ho detto ad Andrea di tornare a lavorare e di riprendere in mano la sua vita»

Ilaria Dainesi

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ilaria.dainesi@ievve.com

20 Marzo 2025 - 11:12

Parla il legale: «Andrea Sempio non c’entra, come Stasi»

Foto dall'archivio dell'Informatore Vigevanese

«Andrea Sempio è completamente innocente. Non c’entra nulla. E, secondo me, è innocente anche Alberto Stasi». È quanto afferma Massimo Lovati, il legale del 37enne nuovamente indagato per la morte di Chiara Poggi, già finito sotto la lente degli inquirenti nel 2016. Dopo due archiviazioni, la posizione di Sempio – che frequentava casa Poggi perché era amico del fratello di Chiara, Marco – è stata messa nuovamente in discussione. E la verità è legata agli esiti dei nuovi test comparativi disposti dalla Procura di Pavia, che ha riaperto il caso acquisendo le ultime consulenze tecniche richieste dai legali di Alberto Stasi, il fidanzato della vittima che è stato condannato in via definitiva a 16 anni.

Nei giorni scorsi l’avvocato Lovati aveva parlato di una «macchinazione della difesa» dei legali di Alberto Stasi, riferendosi all’indagine del 2017; i difensori di Stasi avevano replicato duramente, parlando di un’«accusa gravissima».
L’esito del test sul Dna dovrebbe arrivare nel giro di un mese; il risultato mira a stabilire se ci siano legami tra Sempio e le tracce biologiche rinvenute sulla scena del crimine; in particolare, si vuole stabilire se sia possibile effettuare una comparazione con il Dna prelevato dalle unghie di Chiara Poggi. Nel 2017 la conclusione fu che non era possibile.

«Ora pare si possa, grazie ai progressi tecnologici degli ultimi anni – afferma l’avvocato Lovati – che permettono una lettura diversa dei dati. Staremo a vedere, perché non tutti gli esperti sono d’accordo. In questo momento si tratta di accertamenti ripetibili. Nuovi reperti comunque non ce ne sono più. Ora siamo in attesa, vediamo se arriverà la richiesta di interrogatorio da parte della Procura. I tempi dell’inchiesta saranno comunque lunghi, credo serviranno dai sette agli otto mesi prima di sapere se si andrà verso un’archiviazione o un rinvio a giudizio».

Nel frattempo l’avvocato ha consigliato a Sempio di riprendere in mano la sua vita, e di tornare a lavorare: «Non vorrei si ripetesse quanto già successo nel 2017, così si rovinano le vite delle persone. Sempio ha già patito molto. Ora la pressione anche mediatica si è un po’ allentata, gli ho detto che non si può continuare a vivere nel terrore».

Intervistato ieri (mercoledì) dalla trasmissione “Chi l’ha visto?” di Rai3 Sempio ha ribadito: «Sono innocente, con questa storia non c’entro nulla. Lasciamo lavorare le autorità e vedrete che andrà tutto bene». E ha poi aggiunto: «La famiglia Poggi crede in me, non hanno mai avuto dubbi. Con Marco (il fratello di Chiara Poggi, ndr) mi sento ancora. Dal punto di vista legale mi sento tranquillo, mi sta pesando il punto di vista mediatico».

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