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delitto di garlasco
24 Marzo 2025 - 17:11
Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi, è stato intercettato questa mattina, lunedì, dalla troupe della trasmissione Mattino Cinque News, mentre usciva dal carcere di Opera per andare al lavoro. «Se è stato trovato del Dna di Andrea Sempio sotto le unghie di Chiara, ci sarà un motivo e quindi bisognerà approfondire tutto», ha detto Stasi.
«Sto bene, grazie. Sto bene, ma per favore fatemi andare che non ho molto tempo», ha detto ai giornalisti, facendo riferimento alle restrizioni imposte dal regime di detenzione. Alla domanda su Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi, Stasi ha risposto di non conoscerlo: «Mai conosciuti». E sulle accuse a suo carico ha ribadito la propria innocenza: «Come sempre, ma per favore non posso rilasciarti dichiarazioni in merito».
LE NUOVE ANALISI SU CAMPIONI E REPERTI, TRA CUI UN FRAMMENTO DEL TAPPETINO DEL BAGNO
Intanto proseguono gli accertamenti sui reperti che dovranno essere nuovamente analizzati. I carabinieri del Nucleo investigativo di Milano hanno individuato anche un "frammento" del tappetino del bagno considerato «utile» da sottoporre a «ulteriore indagine genetica alla luce delle possibilità analitiche attualmente a disposizione».
È quanto figura negli atti della Procura di Pavia che ha richiesto al Gip l'incidente probatorio su una serie di campioni e reperti – tra cui una confezione di biscotti, il vasetto di yogurt e alcuni sacchetti di plastica – nell'ambito delle nuove indagini a carico di Andrea Sempio. La decisione del giudice per le indagini preliminari è attesa a breve. Gli avvocati Massimo Lovati e Angela Taccia, che difendono Sempio, si sono opposti alla richiesta di incidente probatorio.
In base alla sentenza definitiva, su quel frammento del tappetino del bagno – "identificato come reperto n. 27" – fu trovata l'impronta di una scarpa di Alberto Stasi. Quel frammento «non aveva fornito alcun esito alla quantificazione del Dna per problemi di inibizione della reazione di amplificazione». E «la successiva amplificazione non risultava eseguita», si legge nella nota allegata alla richiesta della Procura di nuove analisi genetiche ad ampio raggio.
Nelle due pagine di elenco dei reperti compare anche un tampone orale «prelevato nel corso dell'esame autoptico» e non «sottoposto ad alcuna analisi genetica» che, secondo i consulenti della Procura, sarebbe utile verificare per «evidenziare l'eventuale presenza di substrati biologici differenti rispetto a quelli della vittima».
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