Cerca

l'omicidio di Chiara Poggi

Garlasco, nella nuova inchiesta su Andrea Sempio riemerge un fascicolo del 2013. E spuntano delle chiavette usb

La difesa di Stasi ha consegnato più volte documenti e supporti digitali ai pm, sostenendo il coinvolgimento di altri soggetti

Ilaria Dainesi

Email:

ilaria.dainesi@ievve.com

10 Aprile 2025 - 16:50

Garlasco, nella nuova inchiesta su Andrea Sempio riemerge un fascicolo del 2013. E spuntano delle chiavette usb

Ieri la prima udienza dell'incidente probatorio in Tribunale a Pavia

A distanza di quasi 18 anni dall’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco, l’inchiesta si riapre su nuove basi, ma anche su documenti già presenti negli archivi della Procura. L’indagine su Andrea Sempio – attualmente indagato per omicidio in concorso – nasce dalla confluenza di tre precedenti procedimenti, tutti avviati nel tempo su impulso della difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva nel 2015. E da un elemento nuovo ma già noto: il presunto match genetico tra il Dna di Sempio e tracce ritrovate sotto le unghie della vittima.

Una memoria depositata dai pm Stefano Civardi e Valentina De Stefano nell’ambito dell’incidente probatorio sulle analisi genetiche ricostruisce nel dettaglio la storia giudiziaria dei fascicoli e delle iniziative che hanno portato alla riapertura del caso.

Tre fascicoli, un nome che ritorna

Il primo fascicolo riemerso risale al 2013. Fu aperto dopo una "denuncia" della difesa di Stasi, in un momento in cui il suo processo non si era ancora concluso. Due anni dopo, nel dicembre 2015, i pm scrissero che non era "emerso alcun elemento per ipotizzare ulteriori responsabilità a carico di terzi". Il procedimento venne poi archiviato nel 2018.

Seguirono altri due fascicoli. Il cosiddetto “procedimento numero 3”, primo a menzionare formalmente Andrea Sempio, fu aperto sempre su richiesta della difesa Stasi e archiviato nel 2017. In quel caso, la consulenza genetica che ipotizzava un collegamento tra Sempio e Chiara Poggi venne definita "suggestiva ma totalmente priva di valore scientifico".

Nel 2020 si aprì un terzo fascicolo, nato da un’annotazione dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano. Anche questo fu presto archiviato su istanza dei pm e convalidato da un giudice.

Questi procedimenti sono stati formalmente riuniti il 7 febbraio 2024 dalla Procura, previa riapertura dell'indagine, in un unico fascicolo: quello aperto nel 2023 e che ha portato alla nuova iscrizione di Andrea Sempio nel registro degli indagati.

La chiavette usb

Un ruolo cruciale nella riattivazione dell’inchiesta lo ha avuto la documentazione prodotta dalla difesa di Stasi tra fine 2022 e 2023. Oltre alla consulenza genetica Ricci-Roewer depositata il 27 luglio 2023 – che sostiene la presenza del Dna di Sempio sotto le unghie di Chiara, e che sarebbe stata poi confermata anche dai consulenti nominati dalla Procura – i legali hanno consegnato anche "alcuni supporti digitali", ovvero delle chiavette usb, contenenti materiale che a loro dire riguardava "il potenziale coinvolgimento di altri soggetti nell’omicidio di Chiara Poggi".

Le consegne avvennero in almeno tre momenti distinti: il 14 e 22 dicembre 2022 e il 25 gennaio 2023. Quei documenti diedero avvio a un’inchiesta esplorativa che, dopo il deposito della consulenza sul Dna, si trasformò in un fascicolo per omicidio a carico di ignoti.

I nuovi accertamenti genetici

Il 20 settembre 2023, su delega dei pm, i carabinieri iniziarono un’attività di raccolta di campioni biologici. Non solo di Andrea Sempio, ma anche di altri giovani che frequentavano all’epoca la casa dei Poggi: tra loro il fratello della vittima, Marco Poggi, e due amici di famiglia.

Le analisi genetiche successive — condotte dai consulenti Previderè e Grignani — avrebbero individuato un “presunto match” tra il profilo di Sempio e il materiale biologico trovato sotto le unghie di due dita della vittima. È su questa base che, il 23 gennaio 2024, il gip ha autorizzato la riapertura formale dell’indagine a carico di Sempio, da cui sono seguiti il prelievo coattivo del Dna e l’incidente probatorio ancora in corso.

Nel frattempo, la Procura ha avanzato anche una richiesta di ricusazione nei confronti del genetista Emiliano Giardina, nominato perito in questa fase, ritenuto non imparziale da una delle parti.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su L'informatore

Caratteri rimanenti: 400