Resta aggiornato
Cerca
gli ultimi sviluppi
16 Aprile 2025 - 20:38
Questa mattina (mercoledì) Andrea Sempio, indagato per omicidio in concorso, è tornato dai carabinieri di Milano – questa volta nella caserma di Porta Garibaldi – per lasciare le impronte digitali: già prelevate a marzo con tecnologia laser, nelle scorse ore sono state acquisite con il metodo tradizionale a inchiostro. È solo l’ultimo passaggio della nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi – uccisa il 13 agosto 2007 nella sua casa di via Pascoli a Garlasco, –, inchiesta riaperta dopo due archiviazioni e alimentata dalla documentazione prodotta dalla difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni.
Molto critico il legale della famiglia della vittima, Gian Luigi Tizzoni, che parla di «un déjà-vu» giudiziario e riferisce che i genitori di Chiara Poggi hanno provato «amarezza», «choc», «rabbia» e «smarrimento» per alcuni metodi investigativi adottati, come ad esempio il recupero di reperti dai loro rifiuti nell’autunno di due anni fa.
«Non c’è un centimetro di questa vicenda che non sia stato esplorato – dichiara l’avvocato Tizzoni – Abbiamo già vissuto sette anni di processo È tutto un déjà-vu (...) Ci sembra più che altro un’inchiesta aperta per scagionare Stasi e trovare un colpevole alternativo. E siccome conosciamo gli atti processuali, tutto quello che sta accadendo ci lascia davvero perplessi. Anzi, non lo accettiamo, perché le sentenze finora pronunciate ce lo impongono. E poi questo modo di procedere al contrario, mettendo sulla graticola un ragazzo per poi eventualmente chiedere la revisione del processo, ci lascia a bocca aperta. In genere – conclude il legale dei genitori di Chiara Poggi – prima si chiede la revisione del processo e, nel caso in cui viene accolta, si indaga».
L’Informatore Vigevanese - via Trento 42/b 27029 - Vigevano (PV)
Tel. 0381.69711 - informatore@ievve.com
Copyright(©) 2012-2024 Ievve S.r.l.
TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI. NESSUNA RIPRODUZIONE PERMESSA SENZA AUTORIZZAZIONE
Powered by Miles 33