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la vicenda
03 Maggio 2025 - 14:38
Si fa sempre più solida l’ipotesi del suicidio nel caso del giovane cittadino tedesco trovato senza vita la mattina di mercoledì 30 aprile vicino all’argine del fiume Po, in località Bombardone, nel comune di Zinasco. Il corpo del ragazzo, 23anni, è stato scoperto da due pescatori. L’autopsia eseguita presso l’Istituto di medicina legale dell’Università di Pavia ha confermato che le ferite rinvenute sul cadavere — in particolare al collo — sono compatibili con coltellate autoinferte.
Secondo i primi rilievi, il giovane avrebbe prima colpito un braccio, quindi si sarebbe inferto le ferite letali alla gola, camminando ancora per qualche metro prima di accasciarsi al suolo e morire dissanguato. Vicino al corpo, i carabinieri hanno trovato un coltello risultato appartenere al ragazzo. A confermarlo sono stati i quattro amici che si trovavano con lui in un campeggio poco distante, dove il gruppo stava soggiornando in tenda. I compagni lo avevano visto l’ultima volta intorno alle 8 del mattino.
Sul caso è stata aperta un’inchiesta per istigazione al suicidio: un atto dovuto da parte della Procura di Pavia per approfondire ogni possibile dinamica collegata al gesto. Intanto si attendono i risultati degli accertamenti alcolemici e tossicologici. Nelle scorse ore sono arrivate in Italia la madre e la sorella del ragazzo, provenienti dalla zona di Friburgo.
Gli inquirenti continuano a ricostruire le ultime ore di vita del giovane, anche con l’aiuto dei racconti degli amici e dei riscontri tecnici in corso. Ma al momento, ogni elemento raccolto sembra indicare un gesto volontario, consumatosi in un luogo isolato.
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